Come comunicare con un figlio adolescente. Gli errori da non fare.

 
Posted by Patrizia Fiori in Adolescenza, Comunicazioni, Educazione, figli, Genitori

Come comunicare con un figlio adolescente. Gli errori da non fare.

Vi è mai capitato di avere difficoltà a parlare con vostro figlio adolescente? Avete mai avuto l’impressione che vostro figlio non vi ascolti? Che vi ignori? Che sia difficile iniziare un discorso e sapere qualcosa di lui, della sua vita?

Tutti noi utilizziamo determinate modalità comunicative per interagire con gli altri. La comunicazione è fatta di aspetti verbali e non verbali. Ma, a volte, le nostre modalità comunicative non funzionano proprio con i figli, soprattutto quando sono adolescenti. Come mai? Tutti sostengono che sia importante parlare con i propri figli, che bisogna mantenere il dialogo, eppure, a volte, può essere così difficile parlare con loro! Se le modalità comunicative che utilizzate con i vostri figli adolescenti non sembrano essere efficaci, è necessario stabilirne delle nuove.

Non siete i soli a sentirvi bloccati quando si tratta di comunicare con  un figlio adolescente.  Molti genitori riferiscono di sentirsi frustrati per problemi di comunicazione con i loro ragazzi. Alcuni discutono troppo con i loro ragazzi, altri riportano di non riuscire a  parlare affatto.

Ma quali sono i più comuni errori comunicativi dei genitori con i propri figli adolescenti?

Ciò che spesso rende i genitori particolarmente frustrati è fare troppe domande. E’ un “classico”: genitori che chiedono a loro figlio, “Come è andata oggi ?” E l’unica risposta che ricevono è: “Bene.”

Vi suona familiare? E’ quello che succede anche a casa vostra? Allora, può essere necessario provare una nuova modalità comunicativa.

Provate a dare  spazio a vostro figlio per parlare della sua giornata. Evitate di porre domande una dietro l’altra, ma, invece, date a vostro figlio uno spazio per darvi delle informazioni senza che nessuno gliele chieda. Salutatelo quando lo vedete ma poi, state tranquilli. Dategli la possibilità di parlare e vedete cosa succede.

Un altro errore comune è brontolare troppo, lamentarsi. A volte i genitori sentono il bisogno di brontolare con i ragazzi sui compiti a casa, sulle faccende, o su altre attività quotidiane. Brontolare e lamentarsi è una modalità che porta quasi certamente al fallimento. I figli acquisiscono una particolare abilità di sopportazione alla lamentela del genitore e, a un certo punto, non ascoltano più. Oppure, d’altra parte, il brontolio continuo può portare a discussioni e a argomentazioni polemiche poco produttive. Inoltre, questa modalità impedisce al proprio figlio di assumersi la responsabilità per il proprio comportamento.

Se vi ritrovate nel genitore brontolone, provate una strategia diversa.  Stabilite delle regole chiare e date indicazioni su quali siano le conseguenze nel caso in cui le regole non vengano seguite. Non è necessario ricordare continuamente la regola ai propri figli. Insistere e ripetere più volte la regola è un segno di svalutazione sia di se stessi (si manda il messaggio di non percepirsi efficaci), sia nei confronti di proprio figlio (il messaggio è “non mi fido che tu abbia capito”). L’unica azione utile è mettere in atto la conseguenza prevista, nel caso in cui vostro figlio non fa quello che dovrebbe fare.

Fare un rimprovero lungo e polemico non è utile. Generalmente la premessa implicita di un rimprovero è: “Io parlo e tu ascolti”. A queste condizioni, la maggior parte dei ragazzi non rimarrà sintonizzato a lungo. Il ragazzo non si sente invitato a parlare, perciò un rimprovero non porta a una vera e propria comunicazione e non è efficace.

Rimproveri e brontolii lunghi e pesanti non sono efficaci e non portano i ragazzi a cambiare. E’ molto più probabile che una conversazione aperta e onesta porti al cambiamento.  Se siete genitori che, in genere, fanno lunghi discorsi, forse è il caso che proviate ad adottare un approccio più fluido e più dialogante con vostro figlio.

Un altro errore comunicativo è discutere e litigare con il proprio figlio adolescente. Litigare è una modalità comunicativa negativa in cui si vanno ad incastrare molti genitori. Gli adolescenti sono polemici per natura, perché discutere, opporre la propria opinione è un modo per affermare la propria identità. Se i genitori rispondono alla polemica dei figli con altra polemica non fanno che aggiungere benzina sul fuoco.

Se vi capita spesso di discutere con vostro figlio, provate a fare qualcosa di diverso. Non cercate di avere l’ultima parola, ma siate fermi e fate seguire, se necessario, le conseguenze a quello che dite.

Non potete cambiare il modo di agire del vostro figlio adolescente, ma potete controllare la vostra reazione a quello che fa vostro figlio. Cambiare il vostro modo di reagire, può cambiare anche il comportamento di vostro figlio .

Cambiare una modalità comunicativa richiede tempo. I risultati non sono immediati, ma mantenere la pratica di nuove abitudini può portare al cambiamento. Dovete considerarlo un esercizio per tentativi ed errori. Rimanete aperti a provare nuove modalità finché non trovate la strategia che funziona meglio con vostro figlio.



Se vuoi approfondire la tematica, vieni alla Conferenza gratuita che si terrà lunedi 15 aprile 2019 alle ore 15.30 presso la Sala Rosa del VII Municipio di Roma (Piazza Cinecittà, 11). Per prenotarti CLICCA IL BOTTONE

Eventbrite - SEMINARIO GRATUITO 2 - Adolescenti spaventati guerrieri - Comunicare con un figlio adolescente

Riferimenti:

Riferimenti:

http://parentingteens.about.com/

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.