Urlare con i bambini non funziona. 5 suggerimenti utili - Il Nido e il Volo - Centro di Psicologia per la Famiglia

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Posted by Patrizia Fiori in Educazione, figli, Fiori, Genitori, Infanzia

Urlare con i bambini non funziona. 5 suggerimenti utili

Quando diventi mamma non immagini proprio di poter urlare a tuo figlio. E’ una creatura così piccola, indifesa, tenera, è il tuo prezioso bambino…

Poi, il tuo dolce bambino cresce e inizia, pian piano ad andare oltre i limiti e a testare la tua pazienza. Presto ti accorgi di non essere quel genitore perfettamente paziente e incondizionatamente amorevole che credevi di essere.
Ti trovi a discutere con il tuo bambino come se fosse già in grado di capire e pensare, mentre, in realtà è ancora immaturo nel suo sviluppo cognitivo. Questa piccola persona inizia a spingere tasti che non sapevate nemmeno di avere!

La buona notizia è che siamo adulti maturi e responsabili e che siamo in grado di tirarci fuori da un momento negativo utilizzando la nostra capacità razionale per gestire queste situazioni stressanti. Per fare ciò, possiamo tenere a mente qualche suggerimento:

1) Ricordati che tuo figlio è “piccolo”
Può sembrare ovvio, anzi banale, ma a volte è più difficile di quanto sembri. Stiamo con i nostri figli tutto il giorno, conosciamo il loro linguaggio, sappiamo interpretare il loro pianto e le loro richieste e tutto ciò, può farci dimenticare il loro essere piccoli e la loro immaturità. Ciò significa che, ad esempio,  a volte, non sono ancora in grado di prevedere le conseguenze di un’azione, che stanno ancora imparando a gestire le emozioni, che stanno ancora capendo, in sintesi, come funziona il mondo. Noi genitori, invece, ci aspettiamo, che si comportino in modo ragionevole, che non sporchino, che non facciano cose pericolose, che non facciano cose strane.

Tenere presente che tuo figlio è “piccolo” mette tutto nella giusta prospettiva. Janet Lansbury, un’autrice di libri sulla psicologia infantile rende il concetto con questa frase: “During the toddler years, our most reasonable expectation is the unreasonable. Expecting the madness makes it far easier to keep our cool.” (“Durante i primi anni del bambino, la nostra aspettativa più ragionevole deve essere l’irragionevole. Aspettarsi la follia rende molto più facile mantenere il controllo”).

2) Inizia a contare
Ognuno di noi come genitore ha avuto il consiglio di contare fino a 10 per calmarsi. Questo trucco funziona con gli adulti, ma funziona bene anche con i bambini.
Non si tratta di limitare le loro emozioni, che non sarebbe una strategia utile. Si tratta di dar loro la possibilità di modificare un comportamento sbagliato o pericoloso.
Ad esempio, se il tuo bambino sta facendo qualcosa che è contrario alle regole e non si arresta dopo ripetuti richiami, puoi iniziare a contare. Si può dire qualcosa del tipo: “Conterò fino a 3. Se non smetti di salire sui mobili, andrai in punizione (si può scegliere il “time-out” o qualsiasi altra strategia disciplinare risulti appropriata).
Anche se semplice, questa strategia è efficace perché funziona con la limitata maturità cognitiva del tuo bambino. Non si tratta di una manovra di ricatto, ma di una strategia che gli dà il tempo di elaborare la situazione. A volte dimentichiamo che i bambini necessitano di più tempo per elaborare le informazioni che diamo loro. Questa tecnica dà loro qualche minuto per pensare a quello che fanno prima di intraprendere ulteriori azioni. E aiuta anche te come genitore, perché puoi restare tranquilla mentre lo fai, evitando di urlare.

3) Fai da modello per la sua regolazione emotiva
Questo suggerimento, ovviamente, sembra più facile di quanto non sia. Razionalmente sappiamo che i nostri bambini imparano da ogni parola e da ogni azione che vedono in noi. Tuttavia, nei momenti critici può essere difficile mantenere il sangue freddo.
La ricerca ha dimostrato che i bambini, i cui genitori reagiscono in modo esagerato alla collera dei propri figli  tendono, nel tempo, a peggiorare il loro comportamento negativo.
In altre parole, i genitori che non reagiscono alla collera, ma invece gestiscono l’emozione si pongono come modello per i propri figli e li aiutano veramente ad imparare questa abilità. Le reazioni di rabbia sono fisiologiche e comuni nei bambini tra i 18 e i 36 mesi.  Questo studio è stato realizzato con bambini molto piccoli (18-27 mesi).
Ciò ci dice che, anche se i bambini sono inclini agli scatti di ira a questa età, con la nostra guida e la nostra regolazione emotiva, questo comportamento diminuirà nel tempo.

4) Capisci perché urlare non funziona
Nel momento critico, l’urlo spesso esce fuori dalla nostra bocca come una lama di fuoco senza considerare veramente il suo impatto.  Ma, fatti questa domanda: come ti senti quando un altro adulto ti urla contro?  Sei triste? Spaventato? Arrabbiato? Ora metti queste emozioni nel corpo di un bambino. Non è una grande esperienza, giusto?
Gli studi dimostrano che le persone tendono a ricordare le parole pronunciate in un tono neutro meglio di quelle pronunciate in un tono triste e arrabbiato.
Sappiamo da esperienze di ricerca e di vita che urlare è controproducente. Gli psicologi ci hanno dimostrato che gli individui, i bambini inclusi, ci mettono molto più tempo a ricordare le cose o a ragionare quando il loro cervello è inondato da emozioni distruttive come ansia o paura.
Questo è il motivo per cui quando urliamo un comando a un bambino, è improbabile che effettivamente lo segua. Basterebbe sapere, semplicemente, che gridare è inefficace, per indurci a fare una pausa prima di partire con un urlo.

5) Prenditi il tempo per riconciliarti
Proprio come gli adulti, i bambini a volte si comportano male quando si sentono lontani o in conflitto da quelli che li amano. Quando sei in conflitto con tuo marito ti senti in grado di fare il tuo meglio al lavoro?
Urlare non aiuta a sentirsi uniti, il tempo di qualità si.
Una volta che la tensione è passata, è spesso utile spendere un po’ di tempo con il tuo bambino per riconciliarti con lui. A differenza degli adulti, i bambini non hanno la maturità verbale o emotiva per dire che hanno bisogno di tempo con te. Le loro richieste arrivano tramite gli “agiti”. Possono fare qualcosa per “richiamare l’attenzione”, per farsi coccolare, per avere la conferma che gli vorrete ancora bene e che ci siete per lui. Il suggerimento è, quindi, quello di dedicare del tempo per riallacciare la relazione e fare qualcosa di bello con lui e il gioco è, in genere, la forma migliore di riconciliazione con i bambini.
Possono bastare pochi minuti. In seguito, potresti scoprire che tu e tuo figlio sarete entrambi un po’ meno nervosi.

Con un po ‘di consapevolezza e qualche strategia, urlare non sarà un aspetto permanente del tuo repertorio genitoriale.

dott.ssa Patrizia Fiori

Fonte: https://www.mother.ly

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