“Questa reazione non è da me!” Come far luce sulle tante sfumature del nostro mondo emotivo. - Il Nido e il Volo - Centro di Psicologia per la Famiglia

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Posted by Emanuela Caselli in benessere, cambiamento, Caselli, Prevenzione, seminari, terapia

“Questa reazione non è da me!” Come far luce sulle tante sfumature del nostro mondo emotivo.

Diceva Pascal: “Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”. Quanti di noi si sono trovati d’accordo con questa profonda considerazione? Quante volte ci è capitato di sentirci talmente sopraffatti da un’emozione da non riconoscerci più? Di sentire che la nostra parte emotiva aveva quasi una vita a sé sganciata dalla nostra parte più riflessiva? Forse questa condizione è associata soprattutto ai momenti in cui ci sentiamo molto arrabbiati. Nel linguaggio comune si usano infatti espressioni tipiche quali “essere accecati dalla rabbia” o “essere fuori di sé dalla rabbia”.

La rabbia è un’emozione che ha tante sfaccettature. Sicuramente, e questo ci accomuna anche ad altre specie animali, la sua funzione basilare è quella di proteggere l’individuo da aggressioni esterne e di attivare perciò l’organismo a mettere in atto tutta una serie di reazioni di difesa.

Eppure la rabbia può prendere altre forme, ad esempio può essere mista a tristezza o a paura. Può diventare impotenza o ira…

E’ quindi comprensibile che sulla rabbia sia stato scritto di tutto e di più.

Far luce su questa complessa emozione davvero ci aiuta a conoscere meglio il nostro mondo emotivo.

Nel far questo, la strada che seguiamo nel percorso “Conoscersi attraverso le emozioni”, è quella di descrivere le emozioni principali delineandone le caratteristiche salienti. Integriamo, a tal proposito, approcci teorici differenti ma complementari: quello della Gestalt, che mette l’accento sull’esperienza del presente, e quello cognitivo, che si focalizza sulle convinzioni che la persona ha su di sé, sul mondo…

Ci piace portare, a questo proposito, una semplicissima ma illuminante riflessione di Greenberg e Pavio tratta dal loro libro “Lavorare con le emozioni in psicoterapia integrata” (2000), SOVERA MULTIMEDIA, Roma , pg 27-28)

Se mi sveglio la mattina emotivamente pronto ad affrontare la giornata, intraprenderò dei progetti con entusiasmo e penserò a come portarli avanti. Se, invece, mi sveglio impaurito e depresso, le mie emozioni segnalano che qualcosa non va nel modo in cui sto conducendo la mia vita, oppure che è accaduto qualcosa che richiede la mia attenzione. Avendo ascoltato il segnale emotivo, avvio il processo di riflessione cosciente sulla mia esperienza e di riorganizzazione del mio mondo. Per far ciò ho bisogno di essere in grado innanzitutto di tollerare i miei sentimenti, di integrarli nell’immagine che ho di me stesso, di “ascoltarli” e di utilizzarli come segnali. Se ho ricevuto il segnale che tutto va bene, procedo all’azione; se invece ho ricevuto la segnalazione dell’esistenza di un problema, mi attivo consapevolmente per individuare soluzioni ai problemi che hanno prodotto lo stato d’animo negativo. E’ in questo modo che le emozioni ci motivano, guidano le nostre azioni e pongono dei problemi perché la ragione li risolva.”

Ricalcando questa lettura, il ciclo di seminari “Conoscersi attraverso le emozioni” continua con l’appuntamento di Venerdì 12 Giugno alle ore 18 in via dei Furi, 43 intitolato “Rabbia: come incontrarsi e scontrarsi senza distruggersi, condotto da E. Caselli e M. Iaciancio.

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