Quando torni papà? - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Emanuela Caselli in Genitori, Infanzia

Quando torni papà?

“Quando torni papà?”
Quante volte avete sentito vostro figlio rivolgervi questa domanda? Magari durante una rapida chiamata sul cellulare in una giornata piena di lavoro.
Certo, se andiamo con la mente a sessant’anni fa, quanto ci appare strano che oggi sia possibile contattarci attraverso queste nuove tecnologie…!
Eppure,sessant’anni fa non c’era sicuramente il cellulare ma, secondo alcuni studiosi, c’era il padre…che oggi non c’è!
Dunque l’interrogativo “Quando torni papà?” può essere anche inteso come una riflessione su quegli aspetti tradizionalmente legati alla figura paterna che oggi non ci sono: aspetti positivi, importanti, di cui constatiamo la mancanza e… chissà se non sia utile sperare che tornino.
Il padre, un tempo depositario delle regole e vigile testimone del loro rispetto, ha lasciato il posto ad un padre che oggi è sempre più, secondo studiosi della famiglia quali Andolfi e Donati, un compagno di viaggio, un alleato fedele e comprensivo in una relazione dove le diverse generazioni sono allineate in posizioni sempre più paritarie.
E tanti sono i termini che oggi vengono usati per descrivere questa perdita di elementi fondanti il ruolo di padre nel passato.
Si parla di “rarefazione paterna”, di “padre materno”. Padre e madre tendono a non avere funzioni specifiche e indifferenziate, ma a sovrapporsi.
I cambiamenti non sono mai totalmente positivi o totalmente negativi. Quindi, anche se la figura del padre negli ultimi tempi ha perso delle caratteristiche distintive, può essere considerato positivo questo periodo attuale che vede i “nuovi padri” senz’altro non più autoritari e severi come in passato, impegnati ad attingere a risorse un tempo inesplorate e a costruire creativamente altri modi di essere nella relazione con i figli.
Gli studiosi si sono soffermati però molto di più sugli aspetti negativi legati al cambiamento cui è andato in contro il padre, e forniscono un elenco poco incoraggiante.
Secondo Rise e Zoja, l’estromissione del padre sarebbe la causa principale dei gravi problemi di coesione sociale che caratterizzano il nostro tempo: in primo luogo l’indebolimento complessivo dei legami sociali, fondati sul principio paterno di responsabilità, quindi l’aumento della violenza e la perdita di senso e orientamento nella vita.
Sulla stessa linea si collocano altri autori americani che nella mancanza di coinvolgimento del padre nell’educazione dei bambini rintracciano l’origine della violenza domestica, della criminalità, del consumo di droghe, etc.
Altri studiosi rilevano che parallelamente a queste trasformazioni che hanno in qualche modo intaccato la figura del padre, la società negli ultimi decenni ha visto però l’affermarsi dell’emancipazione femminile, l’apertura ai modelli emergenti di famiglia e all’affido condiviso…
E’ possibile una sana redistribuzione dei ruoli e delle funzioni che consenta di mantenere una linea paterna, depositaria delle regole, e una materna, depositaria delle cure, che siano fra loro in equilibrio e sintonia?
Proprio su questo occorrono degli spazi di riflessione…perché i ruoli sono in continua evoluzione.
E così Sportello Ascolto terrà un seminario presso la Libreria Ponte Ponente il 20 Marzo 2012 alle 18.00, proprio il giorno dopo la festa del papà!

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