Quando è utile chiedere una consulenza per il proprio figlio? - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Disturbi dell'età evolutiva, Genitori, homepage, Uncategorized

Quando è utile chiedere una consulenza per il proprio figlio?

E’ bene specificare che nel percorso evolutivo è normale che si manifestino delle “crisi di crescita”. La maggior parte delle volte i genitori sono in grado di capirne il significato e superarle assieme al proprio figlio, utilizzando le proprie risorse personali, facendo tesoro delle proprie esperienze, attingendo all’aiuto di familiari e amici. E così, i genitori, la maggior parte delle volte, sanno dare le risposte adeguate.

Succede che, talvolta, alcune situazioni possano risultare più difficili da affrontare da soli. In questi casi, può essere utile rivolgersi a un esperto, anche chiedendo prima un parere al proprio pediatra o andando direttamente da uno psicologo.

Il disagio del bambino/ragazzo si può manifestare in vari modi:

  • difficoltà emotive (manifestazione di paure e ansie, difficoltà a separarsi dai genitori, umore depresso, inibizione emotiva)
  • difficoltà di attenzione e di concentrazione (difficoltà di stare alle regole, eccessiva irrequietezza, difficoltà a mantenere l’attenzione)
  • difficoltà nell’addormentamento o nel sonno (difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, presenza di incubi e sonno disturbato)
  • disturbi nell’alimentazione (il bambino mangia poco o troppo, mangia male, non ha appetito)
  • difficoltà scolastiche (peggioramento nel rendimento scolastico, paura di andare a scuola)
  • difficoltà relazionali (relazioni difficili con i coetanei, isolamento e emarginazione nel gruppo classe, mancanza di interesse)
  • difficoltà nel controllo degli sfinteri: enuresi notturna, encopresi (quando il bambino fa la pipì a letto o non riesce a controllare le proprie evacuazioni)
  • difficoltà nella comunicazione (ritmo rallentato nell’acquisizione del linguaggio o regressione nell’uso del linguaggio, balbuzie, mutismo selettivo)

La scuola, oltre alla famiglia, è certamente uno dei contesti in cui con maggiore probabilità i segnali di disagio  colpiscono un occhio attento.

L’approccio del professionista psicologo può orientarsi, a seconda dei casi verso una consulenza con un taglio “più educativo” o “più psicologico”, anche se nella pratica questa differenza può non essere così netta.

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