Missione insegnante: ieri e oggi - Il Nido e il Volo - Centro di Psicologia per la Famiglia

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Posted by Patrizia Fiori in ADHD, Adragna, disturbi apprendimento, dsa, Insegnanti, Scuola

Missione insegnante: ieri e oggi

Negli anni mi è capitato di raccogliere le testimonianze di “vecchie” maestre, una in particolare mi è rimasta impressa, quella di un’insegnante la cui scuola era in un burrone e non c’erano strade per raggiungerla, per arrivarci si sedeva per terra e aiutandosi con le mani scendeva fino a laggiù, lo stesso al ritorno si arrampicava a quattro zampe. Non ho osato chiederle come faceva quando aveva piovuto e si era formato il fango. E così tutti questi insegnati, certo meno noti rispetto al maestro Manzi (che aveva insegnato anche in carcere e non solo nell’ambiente protetto della televisione), hanno contribuito all’alfabetizzazione degli italiani.

Oggi certo queste condizioni estreme sono in buona misura superate ma sopravvengono i tagli economici alle scuole con tutte le conseguenze del caso, il precariato e se pure con scenari differenti gli insegnanti devono continuare, adesso come allora, sempre in trincea, sempre in prima linea.

Cosa è cambiato rispetto al passato?

Non molto, agli insegnati si chiede sempre di assolvere al nobile, difficilissimo compito di formare le generazioni future… possibilmente arrangiandosi da soli. Per questo tale lavoro prima ancora che un mestiere è una missione.

Cosa può portare nel proprio bagaglio professionale un insegnante?

  • Coraggio nell’affrontare un compito complesso come quello di contribuire all’educazione dei giovani.
  • Piacere nel trasmettere la conoscenza.
  • Capacità di sfidare se stessi per raggiungere obiettivi che a volte appaiono impossibili.
  • Soddisfazione nel vedere conquistare dei traguardi a tutti i propri allievi, ancora di più a quelli che maggiormente dimostrano difficoltà come i bambini con ADHD (Deficit di Attenzione e Iperattività), con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) o altre specifiche problematiche.

Quali strategie usare?

  • Investire nella propria professionalità.
  • Affinare le proprie risorse.
  • Dotarsi di strumenti aggiornati, affidabili e mirati.
  • Cercare il sostegno e il tutoraggio di colleghi professionalmente più anziani.
  • Organizzare gruppi di lavoro per lo scambio di idee, esperienze e competenze.
  • Offrire sostegno ai colleghi professionalmente più giovani.
  • Dotarsi di spazi fisici per potere in gruppo e facendo a turno da moderatori ascoltare, accogliere e contenere le difficoltà e le frustrazioni che si possono sperimentare in un lavoro in cui si sta a contatto con alunni, colleghi, genitori, quindi con bambini e adulti ciascuno con proprie caratteristiche ed esigenze.

Alessandro Manzoni mette in bocca al suo Don Abbondio la frase “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

Eppure la creatività “dell’inventare” qualcosa che ci manca, o che crediamo ci manchi, è ciò che sostiene nelle sfide della vita e incontrare un bambino con ADHD o con altre specifiche problematiche mette alla prova proprio in questo senso: se la tentazione di arrendersi di fronte ad un compito “impossibile” si affaccia, basta sapere che ci si può dotare di strumenti professionali che permettono di vincere la partita!

dott.ssa Fulvia adragna

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