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Posted by Collaboratore in Genitori, Infanzia

L’ingresso all’asilo nido e l’ansia da separazione del bambino

Si sente parlare spesso di “ansia da separazione” del bambino, ma cosa significa davvero?… cosa accade nella mamma e nel bambino, nel momento in cui c’è una separazione, anche solo temporanea tra i due?

Partendo dal presupposto che è un normale stadio dello sviluppo del neonato e del bambino, può essere definito “Disturbo” quando invece si presenta e perdura anche nei bambini più grandi, preadolescenti e oltre ed è accompagnato anche da malessere fisico (mal di testa, sudorazione, nausea etc).

Ma noi vogliamo occuparci di quella fase di crescita evolutiva, nella quale è normale e fisiologico che il bambino manifesti la cosiddetta angoscia o ansia da separazione, e cioè dai 7 mesi fino ai 3 anni. A partire già da quell’età, infatti, si presuppone che possa capitare che la neo-mamma si allontani fisicamente per brevi o lunghi periodi. Viene definita anche angoscia dell’estraneo o angoscia dell’ottavo mese, perché si colloca in quel periodo preciso (circa a 8 mesi) nel quale il bambino ha le competenze sociali, relazionali e cognitive tali da permettergli di sentire che sua madre è altro da lui e sa, quindi, riconoscere l’”estraneo”,
cioè tutte le persone che non sono sua madre. Tuttavia, quando sua madre si allontana, non ha ancora le risorse per capire che lei tornerà e che non è un reale abbandono, anche se il vissuto per lui è proprio quello dell’abbandono e della separazione che perdura nel tempo.

L’angoscia dell’ottavo mese e l’ansia da separazione, sono, in realtà dei segnali positivi. Non è da sottovalutare che, la riluttanza a lasciare andare la madre o la persona di riferimento è un segnale di un buon “attaccamento”, ovvero significa che c’è un legame affettivo forte che si è creato in modo sano.

Un esempio di prima vera lunga separazione e di distacco del bambino dalla madre o da chi si prende cura di lui, è l’esprienza dell’asilo nido. L’ingresso all’asilo nido è il primo e vero distacco lungo che avviene tra di loro e che proprio per questo deve essere graduale, lento e adeguato alle esigenze di quel bambino e di quella madre perché ognuno è diverso dall’altro, ognuno ha i suoi tempi per elaborare questo evento che può causare varie difficoltà visto che si configura come il primo distacco con la figura di riferimento. È importante riconoscere la distinzione tra la naturale ansia che può innescarsi di fronte a comportamenti inattesi o casi di chiaro disagio del bambino o del genitore stesso. Per questo, in ogni asilo nido viene
prevista una fase iniziale che viene definita la fase dell’inserimento che non si conclude prima delle due settimane ed ha lo scopo di dare il giusto tempo a madre e bambino di gestire la loro prima importante separazione.

La fase di inserimento oltre ad interessare il bambino, le educatrici e tutto lo staff educativo del nido, coinvolge in primis la madre perché si tratta di separazione anche per lei … Spesso la madre si sente in colpa per il ritorno al lavoro, non di rado diversi sensi di inadeguatezza accompagnano questo delicato momento di distacco.

L’asilo nido rappresenta per il bambino un primo momento di socialità, di autonomia dalla figura di riferimento principale, di nuove relazioni con altre figure adulte e con bambini, di regole di convivenza e di nuove scoperte che hanno bisogno di essere vissute con serenità.

articolo scritto da Patrizia D’Atteo

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