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Posted by Patrizia Fiori in Genitori, homepage, Infanzia, Prevenzione

Le regole in famiglia: istruzioni per l’uso

Perché un seminario sulle REGOLE in famiglia? Cosa sono le regole?

Il tema delle regole, nella nostra esperienza, è uno dei più ricorrenti nei gruppi di genitori che incontriamo per percorsi di sostegno alla genitorialità. Le domande più frequenti hanno a che fare con la definizione delle regole con i figli, con il rispetto delle regole, con la relazione tra regole e adolescenza…!

Ci è sembrato perciò di incontrare l’interesse di tanti genitori proponendo un seminario sulle regole in famiglia.

Va subito precisato che con regola probabilmente non intendiamo tutti la stessa cosa. In generale quando un genitore pone una domanda sulle regole fa riferimento ad un’esperienza in cui, nella relazione con il figlio/a, incontra un qualche tipo di difficoltà nella definizione e nel rispetto di determinati limiti (tempo trascorso al computer, orari di rientro, etc).

Regola per alcuni genitori ha una connotazione prevalentemente negativa: indicherebbe il divieto di fare qualcosa e la spinta ad adeguarsi ad un percorso tracciato dall’adulto al quale bisogna adattarsi. Nei nostri incontri è emerso che per alcuni partecipanti il porre delle regole potrebbe limitare la libertà di movimento del bambino e costringerlo a vivere sacrificando la propria possibilità di esplorazione.

Anche nella pratica clinica con gli adulti emerge talvolta che le persone hanno vissuto le regole con un senso di costrizione e limitazione alla libertà personale. Probabilmente non si trattava di regole ma di imposizioni: “Tu devi!”

Secondo altri genitori, invece, le regole sono positive. Quando abbiamo chiesto loro di associare a regola tutto quello che veniva loro in mente (si tratta della tecnica del brainstorming) è emerso che regola è rispetto, impegno, scambio, comunicazione…

Dando alle regole una connotazione positiva, si rintraccia in esse tutto ciò che attiene alla relazione, in particolare alla relazione genitore-figlio in un’ottica di crescita e di sviluppo dell’autonomia personale. Le regole sono infatti “meditate” e si può ragionare e comunicare intorno ad esse.

Alle regola possiamo associare anche il concetto di valore e di affetto. Questa associazione non è immediata ma attraverso un esempio sarà più chiara. Un insegnante in classe dà la regola che la lezione va seguita con attenzione e senza disturbare. Se questo non viene rispettato, l’insegnante può richiamare l’alunno che non rispetta la regola e se il comportamento persiste, l’insegnante può avvisare che se verrà messo in atto di nuovo un comportamento non appropriato, l’alunno potrà essere allontanato dalla classe.

La lezione ha un valore. La regola serve perché questo valore venga rispettato. Chi la dà trasmette anche affetto, è come dire: “Apprendere è per il tuo bene”

Ogni regola dovrebbe trasmettere anche il senso del valore dell’oggetto o persona che è importante rispettare e in ogni forma di educazione è insito il rispetto di qualcosa: pensiamo all’educazione ambientale, all’educazione all’intercultura, alla pace, etc

Tornando all’esempio iniziale delle limitazioni nell’uso del pc, può esserci da qualche parte l’invito a dar valore al tempo: tempo per fare anche altro: apprendere, giocare, stare con le persone, etc.

Intese in senso positivo le regole possono essere definite quindi dei messaggi di natura costruttiva che servono a:

  • stimolare la capacità di pensare
  • trasmettere affetto
  • promuovere l’autostima e l’autonomia nei figli
  • creare una struttura di riferimento interiore

Le regole NON servono a:

…prescrivere  semplicemente divieti

…al contrario possono veicolare “permessi”

 

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