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Posted by Emanuela Caselli in Genitori, homepage, Infanzia, Prevenzione

Le regole durante lo sviluppo del bambino

Quando è opportuno iniziare a parlare di “regole” con un figlio?

Quando abbiamo rivolto questa domanda ai genitori durante i seminari, sono emerse risposte differenti. C’è chi colloca l’inizio di una “familiarizzazione” con le regole già prima dei tre anni, chi invece immagina che si possa parlare di regole più nella preadolescenza, forse perché l’imminente adolescenza stimola il genitore, magari un po’ intimorito, a mettere i primi paletti.

Le teorie sullo sviluppo ci aiutano a rispondere a questo interrogativo.

E’ utile partire dalla fase 6-18 mesi: periodo in cui il compito di un bambino è quello di esplorare l’ambiente in cui vive e di sperimentare se stesso.

E’ ancora troppo presto perché impari a controllare se stesso.

Ad es: è impossibile aspettarsi a questa età che il bambino ricordi  di non toccare un determinato oggetto e, pretenderlo, non fa altro che ostacolare la sua crescita e lo sviluppo delle sue motivazioni.

E’ importante che in questa fase il genitore garantisca uno spazio sicuro in cui poter compiere le esplorazioni e che risponda a comportamenti inadeguati proponendo  alternative.

L’esempio seguente può chiarire questo concetto:

E’ importante che il genitore si esprima così: “Non mordere quel bottone, potresti ingoiarlo, mordi piuttosto questo giocattolo di gomma”

Imparare a fare le cose in modo sicuro permetterà al bambino di:

  • imparare le conseguenze
  • diventare più consapevole dei propri limiti
  • sviluppare la capacità di gestire le situazioni

E’ importante tener presente che il gioco è per il bambino una grossa occasione per sperimentarsi e che il genitore, anche se talvolta si trova a dover “liberare” l’ambiente da oggetti attraenti, ma potenzialmente pericolosi, può comunque, con una modalità affettiva-positiva, inviare messaggi per creare e sviluppare intimità e relazioni sociali

Nel periodo successivo (18 mesi-3 anni) Il bambino inizia a pensare in termini di causa-effetto ossia inizia a collegare un’azione ad una conseguenza, ragiona sulle cose e, pensando, impara a formulare domande e richieste.

E’ il momento giusto per iniziare a dare ai bambini alcune regole, ossia ad usare un linguaggio del tipo: “Non fare questo perché succede quello, fai piuttosto quest’altro”.  “Non tirare la coda al gatto, potrebbe graffiarti, piuttosto fagli una carezza!”

In questo modo si sollecita il bambino a pensare e questo lo aiuta a  costruire l’autostima.  L’esperienza che il bambino fa è infatti quella di riuscire con il suo pensiero, a ragionare, a conoscere il mondo e ad affrontare le situazioni.

E’ fondamentale però che le regole vengano date in maniera CHIARA, PRECISA, CONGRUENTE e, al tempo stesso, AMOREVOLE

E’ la fase indicata anche per stimolare la separazione (ossia l’autonomia “sana” dal genitore) garantendo la possibilità di mantenere un sicuro punto di riferimento

La posizione del genitore può suonare all’incirca così: “Tu puoi risolvere i problemi, continuerò a proteggerti dai pericoli e continuerò ad aiutarti nei problemi che non sei pronto ad affrontare”.

Se è vero quindi che si può cominciare a trasmettere il senso del rispetto di una regola anche a un bambino di tre anni, questo è certo solo l’inizio. Nelle tappe successive le regole possono assumere significati anche diversi. Solo per sommi capi si può dire che:

Nello stadio della socializzazione (3-6 anni) il bambino sa molto chiaramente che ci sono regole di convivenza all’interno della famiglia che vanno rispettate.

Nello stadio della costruzione e della competenza (6-12 anni)  è importante che i genitori aiutino i figli a capire  le ragioni delle regole, spiegando perché devono comportarsi seguendo le loro indicazioni.

Uno dei modi preferiti dai bambini per mettere alla prova le regole esistenti nella propria famiglia consiste nel dire: “Ma tutti gli altri bambini lo fanno!”

In adolescenza  si verifica una seconda separazione e l’intensità dei “NO- NON VOGLIO” sarà inversamente proporzionale al successo della separazione sperimentata  negli stadi precedenti.

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