Le reazioni dei figli alla separazione nelle diverse fasce di età - Il Nido e il Volo - Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Adolescenza, femminile, figli, Fiori, maternità, mediazione familiare, Prevenzione

Le reazioni dei figli alla separazione nelle diverse fasce di età

I protagonisti di una separazione, si sa, non sono solo i componenti della coppia. Quando ci sono figli, la preoccupazione più grande è proprio su di loro, su come reagiranno di fronte a un evento così importante e destabilizzante.
Ogni bambino è unico e reagirà alla separazione o al divorzio in modo diverso. Il modo in cui reagirà dipenderà dalla personalità e dal temperamento del bambino, ma anche da altri fattori ambientali, come il contesto scolastico e la cerchia di amici, la presenza di punti di riferimento nella famiglia allargata, il tipo di conflittualità presente nella coppia di genitori.
L’età e lo stadio di sviluppo di un bambino sono un altro fattore importante che condiziona il modo in cui i figli reagiscono alla separazione o al divorzio dei genitori.

In questo articolo vedremo quali sono i diversi modi di reagire nelle varie fasce di età, i segnali da osservare e i modi più adeguati di rispondere come genitori.

Neonati e bambini: dalla nascita ai 2 anni.

A questa età il bambino dipende dai genitori per esigenze fisiche ed emotive. L’attaccamento del bambino ai caregiver e ad altre persone significative nella sua vita è importante per il suo sano sviluppo emotivo e psicologico. Neonati e bambini piccoli hanno una comprensione limitata del loro mondo. Si pensa che, a questa età, i bambini non capiscano o non si accorgano neanche se i genitori si stanno separando. Effettivamente un bambino fino ai due anni non capirà che c’è una separazione in corso, ma sentirà quando uno di genitori è turbato o in conflitto, quando è arrabbiato o triste, e reagirà a questa percezione emotiva. Ciò che gli risuonerà sarà principalmente la reazione emotiva all’evento da parte delle persone che si occupano di lui e gli eventuali stravolgimenti rispetto ad ambienti e routine a cui è abituato. Neonati e bambini piccoli hanno bisogno di routine prevedibili. Hanno bisogno di relazioni educative ed emotive costanti.
Le prime esperienze hanno una influenza sulla crescita e potranno avere una ricaduta più tardi nella vita.

Eventuali segnali da osservare nel bambino:
■ problemi con il sonno, il mangiare, la toilette
■ ritardi nello sviluppo, battute d’arresto temporanee, o regressioni rispetto a traguardi già raggiunti (ad esempio, nello sviluppo delle abilità linguistiche)
■ la difficoltà a separarsi da uno dei genitori o il ritiro dall’interazione sociale
■ pianto, irritabilità, scoppi d’ira.

Cosa si può fare
■ Rassicurare il bambino dell’amore che i genitori provano per lui
■ mantenere delle routine costanti (orario di sonno, pappa, gioco). Ciò rassicura e rende il mondo attorno a lui prevedibile e certo, a fronte anche di cambiamenti importanti. Le routine potrebbero non essere esattamente le stesse in ogni casa, ma maggiore è la prevedibilità, più facile sarà per il bambino.
■ Introdurre eventuali modifiche alle routine nel modo più graduale possibile.
■ Garantire, per quanto possibile, la presenza di entrambi i genitori nella sua vita

Bambini in età prescolare: dai 3 ai 5 anni
A questa età, il bambino è in una fase di rapida crescita sia fisica che emotiva, ma potrebbe non capire ancora il concetto di separazione o divorzio. Il bambino, a questa età, si considera il “centro” dell’universo. Crede di avere il controllo o essere la causa di ciò che accade intorno a lui. Per questo motivo, potrebbe pensare che la separazione o il divorzio sia colpa sua o credere di aver causato la tristezza dei suoi genitori.
In età prescolare il bambino mescola di continuo il reale e l’immaginario. Quindi, può essere confuso su ciò che sta accadendo. Potrebbe credere che mamma o papà lo stiano abbandonando.
Questa è anche l’età in cui si inizia a sviluppare una relazione separata con ciascuno dei genitori. Anche se a questa età, generalmente un bambino è in grado di affrontare più cambiamenti al suo ambiente fisico e sociale rispetto a quando era più piccolo, ha ancora bisogno di prevedibilità.

Quali sono i segnali da osservare a casa e a scuola :
■ paura di essere abbandonati da uno o entrambi i genitori
■ ritardi nello sviluppo o battute d’arresto temporanee da traguardi già raggiunti (ad esempio, nel controllo degli sfinteri o nel linguaggio)
■ comportamento appiccicoso, emotivamente bisognoso o ritiro
■ aumento della rabbia, pianto, capricci, lamenti
■ lamentele fisiche (mal di testa, dolori di stomaco).

Cosa si può fare:
■ Mantenere la coerenza nella sua routine (orari del sonno e della pappa, attività a scuola e fuori scuola, amicizie, frequentazione dei nonni)
■ Rassicurarlo sull’amore e sulla presenza come genitori e mostrare affetto
■ Comunicare in modo chiaro che i genitori non lo stanno lasciando e che lui non è responsabile del cambiamento
■ Aiutare il bambino a identificare i propri sentimenti e rassicurarlo che i suoi sentimenti sono O.K.
■ Fornire spiegazioni chiare e semplici su ciò che sta accadendo.

Bambini in età scolare: Dai 6 agli 8 anni.
A questa età, il bambino sta iniziando a espandere il suo social network al di fuori della famiglia. Rispetto ai bambini più piccoli capisce il significato della separazione e, proprio per questo, può sentirsi più coinvolto in questo cambiamento. Potrebbe, ad esempio, sentirsi in colpa pensando di aver causato la separazione o il divorzio. In questa età è difficile vedere più prospettive e più punti di vista e quindi può essere portato a prendere le parti di uno dei genitori, colpevolizzando l’altro. Potrebbe anche temere di perdere la relazione con uno dei suoi genitori, o sentirsi triste e preoccupato per il futuro. Potrebbe chiedersi dove vivrà, chi si prenderà cura di lui e quale sarà il suo posto nella famiglia. Può anche avere fantasie che i suoi genitori potrebbero tornare insieme.

Quali sono gli elementi da osservare a questa età:
■ tristezza, pianto, dolore, rifiuto, ritiro
■ scoppi d’ira
■ difficoltà a giocare e divertirsi
■ regressione (ad esempio, ritorno a abitudini alimentari precedenti
■ disturbi fisici ( mal di testa, dolori di stomaco)
■ paura di perdere il genitore assente
■ sentire conflitti di lealtà

Cosa si può fare:
■ Rassicurare il bambino che lo si ama che ci si prenderà sempre cura di lui
■ Rassicurarlo di non aver fatto nulla di sbagliato e che non c’è nulla che possa fare per rimettere insieme i genitori.
■ Fornirgli informazioni appropriate alla sua età e fase di sviluppo su ciò che cambierà (ad esempio, dove vivrà, accordi per il tempo con ciascun genitore, eventuali modifiche alla sua routine).
■ Fargli sapere che il suo punto di vista è importante, ma che i genitori prenderanno le decisioni.
■ Offrirgli l’opportunità di parlare di come si sente.
■ Dargli l’opportunità di conoscere altri bambini che hanno attraversato la separazione e il divorzio.

Preadolescenti: dai 9 ai 12 anni
Il figlio preadolescente è in una fase in cui ricerca sempre più indipendenza. Si sta concentrando di più sui suoi amici e sul mondo al di fuori della sua famiglia, ma ha ancora bisogno della sua famiglia come supporto emotivo e guida. A questa età, un figlio è in grado di vedere la separazione o il divorzio come una questione da adulti, ma può comunque essere arrabbiato con i suoi genitori. Può reagire in modi diversi. Può sentirsi diviso tra i suoi genitori, oppure tentare di mantenere buoni rapporti con entrambi, può essere arrabbiato e ostile verso uno o entrambi i genitori. Il genitore che si sta separando sta attraversando un momento stressante e potrebbe essere tentato di trattare suo figlio come amico affidandosi a lui per avere supporto. Poiché i preadolescenti desiderano essere trattati da grandi, un figlio di questa età potrebbe voler svolgere questo ruolo, ma non è appropriato per lui assumere questo livello di responsabilità. A lungo termine, questo può causargli problemi emotivi e, può comunque confonderlo nel difficile compito di scegliere da che parte stare

Quali sono i segnali da osservare in un preadolescente:
■ ritiro sociale, difficoltà con i coetanei, coinvolgimento con un nuovo gruppo di pari
■ forte rabbia o atteggiamenti aggressivi
■ disturbi fisici (mal di testa, dolori di stomaco)
■ manifestazioni di disagio attraverso cutting
■ vergogna o imbarazzo per la separazione o il divorzio
■ incolpare un genitore che crede abbia causato il divorzio
■ “prendersi cura” del genitore che credono sia più vulnerabile
■ assumersi troppe responsabilità (ad esempio, agendo come un “genitore”)
■cambiamenti nel rendimento scolastico

Che cosa si può fare:
■ Ascoltare i suoi sentimenti e le sue preoccupazioni con una modalità aperta e non giudicante
■ Non appoggiarsi al proprio figlio preadolescente per avere supporto emotivo
■ Non dare a proprio figlio responsabilità che non sono appropriate alla sua età e allo stadio di sviluppo (ad esempio troppe responsabilità per l’infanzia o la famiglia).

Adolescenti: dai 13 ai 19 anni.
In adolescenza un figlio è sempre più indipendente e autonomo. Si identifica maggiormente con i coetanei che diventano un forte punto di riferimento. Sta formando una identità separata dalla sua famiglia e può essere confuso nel cercare di adattarsi agli irruenti cambiamenti fisici e sociali. L’adolescenza è, quindi, una fase, in cui si ha particolarmente bisogno di supporto emotivo da parte della famiglia. Un figlio adolescente può provare diverse emozioni di fronte alla separazione dei suoi genitori. Può essere sorpreso per ciò che sta accadendo, può sentirsi arrabbiato perché i suoi genitori non hanno provato a rimanere insieme, può essere triste e spaventato perché evidenzia con questo cambiamento il “lutto” che già fisiologicamente vive con la perdita del sé bambino, uno strappo forte con il suo passato. La separazione può anche influenzare il modo in cui vive e concepisce le eventuali prime relazioni, potrebbe chiedersi se ne vale la pena se comunque ci si lascia oppure potrebbe cercare al di fuori un rifugio in cui sentirsi accolto
La separazione può, inoltre, acuire le relazioni genitori-figli già conflittuali.
Un figlio adolescente potrebbe essere preoccupato anche di aspetti pratici e avrà bisogno di essere ascoltato e coinvolto nelle decisioni che lo riguardano rispetto a nuove condizioni (cambiamento di casa, scuola, città, ecc).

Quali sono gli elementi da osservare in un adolescente:
■ espressioni di rabbia, evitamento, vergogna, tristezza
■ manifestazioni di depressione o tristezza, isolamento
■ cambiamenti nel ritmo del sonno e nell’alimentazione
■ cambiamenti significativi nel comportamento
■ cambiamenti nel rendimento scolastico, nella frequentazione della scuola, nel comportamento a scuola
■ acting out attraverso sesso, uso di sostanze
■sentirsi sotto pressione o affrettati a diventare più indipendenti
■ preoccupazioni per le relazioni

Cosa si può fare :
■ Offrire ai propri figli opportunità di parlare delle loro emozioni, preoccupazioni, lamentele
■ Discutere dei problemi pratici (ad esempio, modifiche alle routine, modalità di vita) onestamente e direttamente con i propri figli.
■ Consentire si figli di essere partecipi della discussione sui loro programmi anche se saranno i genitori a prendere le decisioni
■ Non appoggiarsi ai propri figli per avere supporto emotivo.
■ Non mettere i propri figli adolescenti nel mezzo del conflitto con l’altro genitore.
■ Sostenere le amicizie e le attività tra pari dando chiare aspettative e limiti.

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fonte: Making Plans. A guide to parenting arrangements after separation or divorce. How to put your children first. Official work published by the Government of Canada

scritto da dott.ssa Patrizia Fiori

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