La paura di andare a scuola: parliamo di fobia scolare - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in disturbi dell'apprendimento, Disturbi dell'età evolutiva, figli, fobie, Infanzia, Insegnanti, paure, psicoterapia bambini, Scuola

La paura di andare a scuola: parliamo di fobia scolare

Tutti i bambini, almeno una volta, hanno desiderato e cercato fortemente di non andare a scuola. Questo atteggiamento fa parte dell’esperienza scolastica di tutti, ma la paura di andare a scuola, se perdura nel tempo e nell’intensità, ha a che fare con un disagio che non è possibile sottovalutare. E’ una vera e propria fobia.

Si parla di fobia scolare quando il bambino, per motivi irrazionali rifiuta di andare a scuola, reagendo con forte ansia quando si cerca di convincerlo o costringerlo.  È più frequente tra i 5 e i 13 anni, in particolari negli anni scolastici di passaggio, dalle elementari alle medie, dalle medie alle superiori. Si riscontra maggiormente tra i maschi.

Se il bambino viene costretto ad andare a scuola, si oppone con forti reazioni di ansia, piange, supplica, implora i genitori di non lasciarlo andare. I bambini più piccoli possono lamentare malesseri fisici per non andare a scuola.

Quando non c’è il “pericolo” di andare a scuola, il bambino si mostra calmo e facile da gestire. In quei momenti può promettere di tornare a scuola il giorno successivo. Cerca delle spiegazioni logiche della sua fobia (la maestra mi sgrida, i compagni mi prendono in giro …).

Con il passare del tempo entra in un circolo vizioso. Più manca da scuola, più farà fatica a immaginare di poter tornare. Tuttavia, il rendimento scolastico può essere buono, perché il bambino facilmente riesce a seguire lo studio a casa.

Nella fobia scolare è caratteristica la posizione che occupa il bambino nella famiglia, in genere è figlio unico o primogenito, comunque figlio prediletto. La costellazione familiare di un bambino con fobia scolare sembra essere piuttosto definita. Il bambino è in un rapporto di stretta dipendenza dalle figure familiari, soprattutto con  la mamma, che spesso ha una personalità di tipo ansioso ed è iperprotettiva. Il padre, invece, è spesso assente o vissuto come poco rassicurante. La fobia scolare diventa quindi un modo per il bambino di esprimere ansie e angosce di separazione (particolarmente forte nei momenti di passaggio, o a seguito di traumi) non debitamente contenute da una madre troppo ansiosa e da un padre poco presente.

Come intervenire?

Il tipo di intervento dipende da quanto sia “fissato” il sintomo e la reazione a questo da parte della famiglia. Va detto che la costrizione ad andare a scuola non è un metodo che porta buoni risultati, perché lascia del tutto sommerse e incomprese le angosce alla base della fobia.

La psicoterapia con il bambino e la consulenza con i genitori è auspicabile. A breve termine l’intervento sarà in grado di far diminuire l’angoscia, mentre un intervento più a lungo termine sarà in grado di rendere consapevoli i genitori sulle dinamiche tra di loro e nei confronti del figlio che possono avere influito sulla sua paura ingiustificata di andare a scuola e aiutarli ad utilizzare gli atteggiamenti più adatti per evitare di rinforzare il sintomo e poter, quindi,  ritornare ad un equilibrio.

 

 

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