La Consulenza Tecnica per l’affidamento dei figli nei casi di separazione o divorzio - Il Nido e il Volo - Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Adragna, cambiamento, coppia, Genitori, legale

La Consulenza Tecnica per l’affidamento dei figli nei casi di separazione o divorzio

Nelle cause di separazione/divorzio, quando si discute delle migliori condizioni di affido dei figli minori, il Giudice può nominare come suo ausiliario un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU). Questi ha il compito di rispondere al quesito formulato dal Giudice nell’udienza di conferimento dell’incarico.

Quando il Giudice nomina il CTU, una sola delle parti o entrambe possono nominare un proprio Consulente Tecnico di Parte (CTP).

Il CTP affianca il CTU nella consulenza:

  • Rispettando i principi stabiliti dal proprio codice deontologico
  • Operando nel supremo interesse dei minori
  • Mantenendo la propria autonomia professionale rispetto anche alla parte committente.

Il CTP assiste a tutti gli incontri consulenziali. Le sezioni di psicodiagnostica (dedicate alla somministrazione dei test) e gli incontri con i minori possono essere fruite dal CTP tramite audio o video registrazioni.

Il CTP, a garanzia del proprio assistito, svolge una funzione di controllo tecnico sulla consulenza. Inoltre, collabora pienamente con il CTU nell’individuare i vissuti emotivi, i bisogni, le aspettative di tutti i componenti il nucleo familiare. In caso di divergenze interpretative con il Consulente nominato dal giudice, il CTP può fare verbalizzare ciò che ritiene utile alla tutela del proprio assistito.

Il CTP risponde, attraverso le note di parte, alla relazione presentata dal Consulente nominato dal Giudice: può dissentire con le interpretazioni e le indicazioni date, suggerire una lettura diversa e/o differenti soluzioni, motivando le proprie affermazioni con riferimenti a modelli teorico-scientifici pertinenti. Nella fase successiva il CTU replica alle note di parte del CTP, quindi la relazione di consulenza tecnica d’ufficio viene consegnata al Giudice.

Protocollo di Milano

Nel 2012 a conclusione del Convegno Verso un protocollo per l’affidamento dei figli. Contributi psico-forensi, si è proceduto, con l’apporto interdisciplinare di psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, avvocati e magistrati, alla stesura delle Linee guida per la consulenza tecnica in materia di affidamento dei figli a seguito di separazione dei genitori: contributi psico-forensi. Conosciuto come Protocollo di Milano.

Obiettivo del Protocollo di Milano è quello di offrire delle linee guida agli operatori del settore per garantire il benessere psico-fisico dei figli minori nei casi di separazione dei loro genitori.

Alcuni degli aspetti salienti del Protocollo di Milano:

  • Il diritto del minore a mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori, esercitando il diritto alla bigenitorialità che si realizza attraverso l’affido condiviso. Si sottolinea, inoltre, come sia diritto del minore mantenere rapporti significativi con i parenti del ramo materno e paterno.
  • Viene esplicitato che “Il minore sviluppa un legame di attaccamento verso entrambe le figure genitoriali e trae vantaggio, in termini evolutivi, dal mantenimento di una relazione continuativa ed equilibrata in termini di tempo e suddivisione degli impegni educativi con entrambi i genitori”.
  • I Consulenti di Parte privilegiano l’interesse del minore rispetto a quelli degli adulti, anche del proprio cliente: “Il loro operato consiste nel contribuire criticamente alle ipotesi formulate nell’ambito della CTU e nell’adoperarsi affinché i CTU mantengano una reale equidistanza e neutralità tra le parti, utilizzino una metodologia corretta e svolgano il loro compito con strumenti adeguati e motivino le loro affermazioni e conclusioni. Il consulente di parte si adopera per aiutare il cliente (e l’avvocato) a meglio comprendere da un punto di vista psicologico i dati emersi durante la consulenza; inoltre, nel rapporto con il proprio cliente cerca di aiutarlo ad uscire dalla spirale del conflitto per favorire un livello più evoluto di collaborazione e di comunicazione tra le parti in causa. L’esperto dovrà sempre avere una funzione di filtro e di rielaborazione dei contenuti e dei significati di ciò che avviene durante gli incontri di consulenza, svolti alla presenza dell’altro coniuge/partner e/o del minore. Questo per evitare di amplificare il conflitto e per la tutela privacy delle parti coinvolte”.
  • Non si può assumere incarico di CTP nel caso in cui vi siano stati precedenti contatti di tipo professionale con il minore oppure con uno o entrambi i genitori.

Aspetti emotivi della separazione

La separazione coniugale rappresenta una rottura del progetto di vita comune della coppia e una frattura nell’esistenza di ciascuno dei componenti la famiglia. Bisogna riorganizzare il modo di stare insieme, i genitori fra loro e i genitori con i figli, tenendo conto del nuovo assetto che la quotidianità viene ad assumere.

È un momento critico per tutti in cui possono emergere emozioni contrastanti:

Paura: “Cosa ne sarà adesso della mia vita, della famiglia?”.

Rabbia: “…perché il mio partner (o il mio genitore) ha fatto o non ha fatto… perché io ho fatto o non ho fatto… perché la vita mi ha messo in questa situazione?”.

Tristezza: il progetto di vita su cui si era investito non c’è più; i sentimenti che univano al partner si sono affievoliti o sono mutati in modo irreversibile; senso di solitudine e/o delusione accompagnano il distacco dall’altro; i figli possono percepire la separazione dei genitori come un fallimento personale dipeso da loro e temere di perdere l’affetto e la cura di mamma e papà.

Queste reazioni sono congruenti alla situazione vissuta, ma se tale stato emotivo permane troppo a lungo si va incontro all’istaurarsi di una situazione psicologica e comportamenti sfavorevoli a sereni rapporti familiari.

I genitori possono sviluppare:

  • Un atteggiamento negativo verso il coniuge, forse anche nei confronti dei figli percepiti come “schierati” con l’altro genitore;
  • Con le famiglie d’origine che non sostengono a sufficienza o si intromettono troppo;
  • Verso il mondo esterno che non offre supporto sociale ed economico.

I figli possono sperimentare difficoltà importanti nell’ambito scolastico e anche in quello sociale e psichico:

  • Cala il rendimento e/o si istaurano comportamenti aggressivi verso i coetanei oppure forme di isolamento rispetto al gruppo dei pari;
  • Lo sviluppo evolutivo può conoscere forme regressive a fasi precedenti o, al contrario, subire una spinta in avanti con una precoce forma di adultizzazione per sostenere i genitori e/o i fratelli in questo momento di crisi.

Nel Protocollo di Milano si fa riferimento alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, al Regolamento n.2201/2003 Bruxelles II bis.

Anche senza averli letti, istintivamente, ogni genitore ha cura della prole.

Eppure nell’affrontare le criticità della separazione, l’obiettivo, certo fino a poco prima, ovvero il benessere dei figli, può iniziare a sfumare nella convinzione che il meglio per loro sia allontanarsi dall’altro genitore.

Così le criticità si moltiplicano in una spirale senza fine.

La consulenza tecnica assume in questo quadro una valenza trasformativa riportando l’attenzione dei genitori sugli obiettivi fondamentali, sui bisogni e diritti autentici dei minori.

Per informazioni o richieste di consulenza contattare la dott.ssa Fulvia Adragna al cell. 3454631900 o compilare il modulo sottostante :

 

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