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Posted by Emanuela Caselli in Genitori, Infanzia

I figli nella separazione…cosa può pensare e dire un bambino?

La cosa più naturale che un bambino possa pensare e dire quando i suoi genitori si separano è “Io non mi separo!” Anzi…noi adulti, per la verità, dovremmo essere davvero sollevati da un’affermazione del genere.

E’ proprio vero: da papà e mamma non ci si può separare, anche se loro hanno deciso di farlo l’uno dall’altro. Ma i genitori rimangono tali anche nelle divisioni. Insomma, per un bambino, il rapporto con papà e mamma rimane  e deve rimanere sempre vivo.

L’interessante libro di Masini e Zani intitolato appunto “Io non mi separo”, ed Carthusia offre degli spunti per entrare nel mondo del bambino figlio di genitori separati.

Il tema della separazione è di grande attualità visto il crescente numero di unioni che finiscono e per questo motivo un’equipe di professionisti della salute mentale, in linea con ciò che la letteratura sulla psicologia infantile e delle relazioni familiari ci suggerisce, ha messo a punto un testo per genitori e figli che vivono il problema della separazione.

Da sempre la lettura e l’ascolto di fiabe ha aiutato i bambini, ma anche gli adulti, a superare momenti critici. Un libro può far vedere che anche altri (magari anche degli animali, dei personaggi di fantasia…) si trovano in quella stessa situazione, può aiutare a sentirsi perciò meno soli…può offrire delle “parole per imparare a dire delle cose difficili”. I genitori possono dunque ricorrere ad un libro per comunicare meglio con i propri figli su contenuti dolorosi e soprattutto per aiutare i bambini a esprimere i loro timori, i sensi di colpa, i dubbi, gli interrogativi, insomma tutto quello che hanno dentro, che fatica a venir fuori e che necessita comprensione e risposte oneste.

Ma cosa può sentire e pensare dentro di sé un bambino? Giulio, il protagonista del libro di Masini e Zani ha già capito che mamma e papà hanno deciso di separarsi. I suoi genitori però usano quell’atteggiamento che più di ogni altro consente al bambino di attraversare e superare questa fase critica: si siedono e parlano entrambi con lui comunicando con chiarezza cosa sta accadendo.

Solo in questo modo Giulio potrà mettere in discussione alcuni timori frequenti nei figli di separati.

“E’ stata colpa mia!”: un bambino, quando i genitori si separano, può fare i conti, con una certa facilità, con il timore di essere stato per qualche motivo la causa della separazione dei genitori. Questo è il modo con cui il bambino può salvaguardare comunque l’immagine dei genitori considerandosi, casomai, lui il cattivo della situazione.

Un timore, difficilmente esprimibile a parole, è inoltre la sensazione di perdita di riferimenti e la paura di essere abbandonato: per Giulio anche la matematica è cambiata: prima, gli diceva la mamma, “Uno più uno faceva tre”: cioè la somma del papà e della mamma dava luogo ad una terza entità: il loro figlio. Adesso invece per Giulio “Uno più uno fa quattro”: è il modo, per il bambino di esprimere la separazione: lui con il padre e lui con la madre…cioè quattro elementi! Una realtà dolorosa che può essere espressa, affrontata e anche superata partendo dalla condivisione.

Non solo per i bambini…ma anche, e ancor prima, per i genitori sono importanti momenti di condivisione per confrontarsi su questi delicati temi.

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