Gli stili genitoriali - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Adolescenza, Genitori, homepage, Infanzia

Gli stili genitoriali

Ognuno di noi ha avuto una propria, personale esperienza con i genitori. Quando ci si incontra in gruppo spesso si rievocano episodi e si fa riferimento a permessi, divieti, regole ricevuti nella propria infanzia e adolescenza. E’ una costante, nei gruppi di genitori, mettere a confronto la propria esperienza di figli con quella dei propri figli. Talvolta si rintracciano delle somiglianze, molto più spesso delle differenze.

L’esperienza della relazione con i nostri genitori lascia in noi delle tracce profonde. Molto della modalità di essere padre e madre oggi ricalca quello che sono stati o hanno fatto i nostri genitori con noi. Altre modalità ci derivano da altre esperienze con adulti importanti: insegnanti, allenatori, zii, etc.

Alcuni partecipanti agli incontri di gruppo per genitori segnalano di aver seguito con i figli uno stile completamente opposto a quello “ricevuto”. E’ però esperienza comune rintracciare almeno un atteggiamento che ricorda in maniera molto nitida “quello che faceva mio padre”o “quello che faceva mia madre”.

Sinteticamente possiamo definire lo stile genitoriale come la modalità prevalente  con cui ci si relaziona con il proprio figlio/a.

Lo stile genitoriale dipende :

  • dallo stile genitoriale dei propri genitori;
  • dalle esperienze avute con altre figure di riferimento
  • dalle decisioni che ognuno prende a partire dalle proprie esperienze

 

Come mai è così importante parlare di stili genitoriali quando si affronta un discorso sulle regole?

Poiché la regola è un messaggio di natura costruttiva, ci preme differenziarlo da altri messaggi legati a specifici stili genitoriali che possono risultare non altrettanto costruttivi e utili allo sviluppo dell’autostima nel bambino.

Secondo l’Analisi Transazionale che è “una teoria della personalità e una psicoterapia sistematica ai fini della crescita e del cambiamento personale” (ITAA, Associazione Internazionale di Analisi Transazionale) ciascuno di noi funziona secondo tre modalità, meglio definite come Stati dell’IO. Si tratta di modi di essere nella relazione con gli altri. Questa non è la sede per approfondire il concetto di Stati dell’Io (riguardo al quale rimandiamo alla sezione “per saperne di più…”) ma è utile intanto sapere che esistono tre stati dell’IO: il Genitore, l’Adulto e il Bambino.

“Quando una persona è nello stato dell’Io Genitore non sta semplicemente agendo in modo genericamente “Genitoriale”, sta riproponendo i comportamenti, le emozioni e i pensieri di uno dei suoi genitori o figure genitoriali (Stewart, Joines, 1990, pg 33)

Più nello specifico le modalità di essere “Genitore” sono quattro:

il Genitore può essere AFFETTIVO e NORMATIVO e può esserlo in forma positiva e negativa.

L’uso delle immagini ci ha facilitato molto nei seminari con i genitori, perciò troviamo utile riproporre qui delle figure che riteniamo possano associarsi a ciascuno stile.

GN+

1. GENITORE NORMATIVO POSITIVO:

La prima immagine fa riferimento allo stile genitoriale che:

MOSTRA E DICE COME FARE BENE LE COSE

  • Afferma e sostiene l’altro come persona che cresce
  • È costruttivo
  • Riesce a prospettare alternative
  • Sa individuare le conseguenze
  • Insegna a chiedere aiuto
  • Mostra e dice come cambiare
  • Mostra come vincere
  • Offre incentivi appropriati

Se parliamo di REGOLE e del modo di trasmettere dei messaggi di natura costruttiva, capiamo che il GN+ è uno stile da praticare…!

Il GN+ si comporta e si esprime così:

Comportamenti: essere assertivi, fornire limiti, pretendere che si tenga fede agli impegni offrendo gli strumenti necessari

Frasi: Ti mostro come si fa”; “Non fare così, piuttosto fai…”

GN­­­-

2. GENITORE NORMATIVO NEGATIVO:

La seconda immagine fa riferimento allo stile genitoriale che

RIDICOLIZZA, SMONTA, INVITA AL FALLIMENTO

  • Nega
  • Giudica gli altri come poco accettabili
  • Biasima gli altri e vi trova difetti
  • Paragona le persone fra di loro
  • Etichetta
  • Usa domande per intrappolare senza offrire soluzioni
  • Usa il contatto in modo punitivo
  • Usa umorismo caustico

 

Se parliamo di REGOLE e della modalità di trasmettere messaggi, dobbiamo concludere che il GN- non costruisce ma distrugge e che se nell’immediato ottiene un rispetto della regola,  questo avviene attraverso l’imposizione dura del genitore e l’adesione impaurita del figlio.

Il GN+ si comporta e si esprime così:

Comportamenti: essere duri, biasimare, scoraggiare, mettere gli altri in difficoltà in pubblico

Frasi: Usa frasi generiche “Tu sei sempre…”; “Tu non fai mai…”

GA+

3. GENITORE AFFETTIVO POSITIVO

La terza immagine fa riferimento allo stile genitoriale che

INVITA LA PERSONA A SODDISFARE I PROPRI BISOGNI:

  • Offre aiuto
  • Dà il permesso di fare bene le cose
  • Dà il permesso di cambiare
  • Dà il permesso di vincere
  • Afferma, riconosce il diritto a:
    • avere riconoscimenti
    • essere importanti
    • essere capaci di amare/essere amati

Nell’articolo introduttivo abbiamo detto che le regole possono veicolare permessi piuttosto che prescrivere divieti. In effetti il Genitore Affettivo positivo è quello caratterizzato dal trasmettere in maniera verbale ma anche non verbale, messaggi di incoraggiamento importanti allo sviluppo dell’autostima nel figlio…i già citati “permessi”.

Il GA+ si comporta e si esprime così:

Comportamenti: essere gentili, interessarsi alle cose

Frasi: “sono con te”; “mi interesso a te”, “sono contento che sei qui”

GA- 

4. GENITORE AFFETTIVO NEGATIVO

La quarta figura fa riferimento allo stile genitoriale che

APPARENTEMENTE SOSTIENE, IN REALTA’ INVITA ALLA DIPENDENZA E AL FALLIMENTO

  • Nega
  • Giudica l’altro debole e inadeguato
  • Disconosce la possibilità di crescere
  • Disconosce la possibilità  di imparare
  • Blocca le energie
  • Impedisce l’autocontrollo

Se pensiamo alla regola come stimolo allo sviluppo dell’autostima, possiamo concludere che il GA- non risulta essere uno stile adeguato per dare regole.

Il GA+ si comporta e si esprime così:

Comportamenti: essere opprimenti, soffocanti, distruttivi e seduttivi.

Frasi: Usa messaggi “TU”“Tu, povero ragazzo!”; “Non c’è niente che tu possa fare”: i messaggi”tu” mettono l’altro in una posizione di inferiorità.

Come dicevamo sopra, quando si parla di stili educativi comunemente si fa riferimento al lavoro di tre ricercatori (Lewin, Lippit e White) che studiando la leadership, nel 1939, hanno individuato tre stili:

  • autoritario,
  • democratico –o autorevole
  • laissez faire- o permissivo.

Gli studi erano orientati a valutare quanto lo stile di un capo fosse efficace in termini di stimolo alla riuscita di un compito e di relazioni tra colleghi. Lo stile autorevole è quello che risulta maggiormente legato ad una buona riuscita di un compito e a relazioni sane fra colleghi.

Questi tre stili possono essere associati anche alle modalità relazionali del genitore.

Lo stile permissivo è però associato ad uno dei due casi in cui lo stato dell’Io Genitore, parlando in termini di Analisi Transazionali è…assente!

 

Il genitore permissivo lassista è molto insicuro, confuso, non ha avuto possibilità di introiettare modelli genitoriali adeguati per carenze nella famiglia di origine, ha atteggiamenti incoerenti, contraddittori.

L’altra forma di genitore “assente” è l’antisociale.

 

Il genitore antisociale ha valori e modelli contrari a quelli normalmente accettati e proposti dalla socio -cultura nella quale è inserito. Il bambino è quindi incoraggiato in maniera esplicita e implicita ad avere condotte devianti.

Durante i seminari e incontri di gruppo con genitori capita frequentemente che i partecipanti si identifichino con uno stile che maggiormente li caratterizza. Quello che è importante sottolineare è che talvolta possiamo avere degli atteggiamenti tipici di uno stile, talvolta atteggiamenti tipici di uno stile differente. In alcuni casi può risultare non facile essere normativi positivi o affettivi positivi (quelle modalità che abbiamo visto associate ad un modo adeguato di trasmettere le regole). E’ però importante conoscere ed essere consapevoli della modalità che si sta mettendo in atto perché solo prestandovi attenzione si può poi eventualmente cambiare atteggiamento. Gli incontri di gruppo sono un “luogo di apprendimento”in cui, mettendo a confronto le proprie esperienze di genitori, si ha anche l’opportunità di prendere spunto, imparare e arricchirsi di soluzioni utili ed efficaci impiegate da con successo altri.

 

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