Esiste la Sindrome da Alienazione Parentale? - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Simona Sebastiani in Adolescenza, Disturbi dell'età evolutiva, Genitori

Esiste la Sindrome da Alienazione Parentale?

Per la Cassazione Civile, la sindrome di alienazione parentale non esiste:

  “Il giudice del merito, ricorrendo alle proprie cognizioni scientifiche (Cass., 14759 del 2007; Cass., 18 novembre 1997, n. 11440), ovvero avvalendosi di idonei esperti, deve verificare il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale (Cass., 3 febbraio 2012, n. 1652; Cass., 25 agosto 2005, n. 17324). Ciò, ad esempio, nel caso in cui il CTU sostenga la presenza di una cd. PAS (sindrome di alienazione genitoriale), ripudiata dalla letteratura scientifica internazionale di maggioranza” (C.C. sez. I, sent. n. 7041/2013 del 20.03.2013).

Ebbene, una Consulenza Tecnica che si fondi sulla PAS quale malattia costituisce una “devianza” dalla scienza medica ufficiale e, come tale, non può costituire oggetto per l’adozione di un provvedimento giurisdizionale; dove ciò avvenga,  l’effetto sarà certamente la smantellamento critico del processo per un nuovo esame in cui come riferimenti determinanti per  il giudizio vi siano  solo  la Legge e la Scienza.

Per arrivare a tale assunto, la Suprema Corte ha considerato e ha fatto riferimento alle argomentazioni scientifiche succedutesi negli ultimi  anni su tale sindrome.

In estrema sintesi i punti salienti del ragionamento seguito dai Giudici.

La sindrome PAS (Parental Alienation Syndrome) è “un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di “lavaggio del cervello” o “programmazione“, poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione». Studi recenti, tuttavia, hanno escluso  la validità scientifica della PAS e la possibilità di inscrivere il fenomeno nell’ambito delle patologie. In particolare, la sindrome in esame non risulta inserita in alcuna delle classificazioni in uso (ICD-10 “ International Classification of Diseases”; DSM-IV  “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”), né si è a conoscenza di un suo possibile inserimento nell’edizione del DSM-V, attualmente nella fase di definizione. In effetti, la sindrome PAS non viene considerata come un disturbo mentale, ed è stata oggetto di attenzione prevalentemente in ambito forense, più che da parte della psichiatria e della psicologia clinica. Nel 2012, a seguito di un’interrogazione parlamentare (presentata dall’IDV) il Sottosegretario di Stato alla

Sanità, Prof. Adelfio Elio Cardinale,  ha precisato che «l’Istituto Superiore di Sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici». La Pas, in estrema sintesi, risulta  non esistere come malattia.

La Cassazione, pertanto, con la citata sentenza, nel solco degli orientamenti appena riportati e fatti propri,  precisa che, in virtù delle perplessità manifestate dal mondo accademico internazionale, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) non riconosce la cd. Sindrome di Alienazione genitoriale (PAS) come malattia; non solo, prende anche atto del fatto che, vari autori spa­gnoli, all’esito di una ricerca compiuta nel 2008, hanno sottolineato la mancanza di rigore scientifico del concetto di PAS. Si fa espresso riferimento  anche agli scritti del 2009 delle psicologhe  Consuela Barea e Sonia Vaccaro, le quali hanno sostenuto che la PAS sarebbe un “costrutto pseudo scientifico…omissis.. “che, utilizzato in ambito giudiziario, genera situazioni di alto rischio per i minori e provoca un’involuzione nei diritti umani di bambine e bambini e delle madri che vogliono proteggerli…”.  Si richiama anche quanto messo in discussione  dall’Associacion Espanola de Neuropsiquiatria che nel 2010 denunciava i rischi dell’applicazione, in ambito forense, della PAS, non diversamente da quanto nel 2003 la National District Attorneys Association (USA) asseriva sulla PAS che riteneva “in grado di minacciare l’integrità del sistema penale e la sicu­rezza dei bambini vittima di abusi”.

Non mancano, infine,  nel testo della sentenza in esame,  censure rivolte direttamente al sostenitore principale della PAS,  Richard Gardner.

a cura dell’Avv. Simona Sebastiani
  • Paola

    Una sentenza che ridicolizza il sistema giudiziario, che contraddice quanto la stessa prima sezione della Corte di Cassazione aveva scritto in altra sentenza 12 giorni prima, che potrebbe aprire la strada a nuove condanne da parte della Corte Europea per i Diritti Umani. La giudice secondo cui la PAS esiste quando si tratta di proteggete bambini da un padre alienante ma non quando si tratta di proteggere bambini da una madre alienante era stata così descritta dal Corriere (11/7/2008):

    «Maria Gabriella Luccioli […] a colpi di sentenze, ha praticamente riscritto il diritto di famiglia. Tutto e sempre in nome e in favore delle donne».

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