Dare regole ai figli: la tecnica dei 3 passi - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Adolescenza, Genitori, homepage, Infanzia

Dare regole ai figli: la tecnica dei 3 passi

“Mio figlio è sempre sulla playstation! Non riesco a farmi ascoltare! alla fine gliela prendo di forza e succede il finimondo!”

“Chiara è sempre al telefono con le amiche! Le ripeto in continuazione che deve attaccare, ma non mi dà retta! Che cosa devo fare?”

“Martina è svogliata nel fare i compiti, prende brutti voti e io mi arrabbio. Non so più come dirglielo!”

La richiesta che unisce queste tre situazioni è “Come fare per far interrompere un comportamento inadeguato al proprio figlio?”

Nelle situazioni in cui i figli perpetuano un comportamento “sbagliato” e sembrano non ascoltare quello che viene loro chiesto, i genitori molto spesso fanno i conti con un’emozione di rabbia, a volte senso di inadeguatezza e impotenza. Quando non si è ascoltati, ci si può ritrarre sconfitti e lasciar correre, oppure insistere usando anche “atti di forza” per far sentire il proprio potere. Queste soluzioni portano a uno sbilanciamento del rapporto in cui una delle parti è “perdente” e l’altra, in qualche modo, “vincente”. Qui riportiamo una tecnica che può aiutare a mantenere una relazione bilanciata e ad ottenere una positiva risoluzione della querelle fra genitori e figli. E’ chiamata la tecnica dei 3 passi ed è stata ideata da H. Franta (1998). Ovviamente non siamo robot, e proprio perchè viviamo di emozioni non è facile riuscire a ragionare in termini di “tecnica” quando si sta litigando o discutendo con il proprio figlio! Tuttavia, per un genitore attento e che abbia voglia di mettersi in discussione è utile ragionare sulle proprie modalità quando risultano poco efficaci e sperimentare modi nuovi di porsi con i propri figli. Non è automatico, bisogna allenarsi!

Messaggi per modificare comportamenti inadeguati

È importante che gli adulti siano chiari nel mandare messaggi di critica e questi siano più che altro messaggi critico-costruttivi.  Questi messaggi non devono in nessun modo definire il bambino come incapace né tanto meno attaccarlo nella sua essenza di persona. È utile inviare messaggi critico-costruttivi che diano al ragazzo la possibilità di cambiare, indicandogli il modo per modificare un comportamento, evitando messaggi che invitano al fallimento “non riuscirai mai”.

Per essere efficace un messaggio critico-costruttivo deve contenere i seguenti passi:

  1. non fare questo
  2. perché succede che
  3. piuttosto fai…

importante  proporre alternative al comportamento che “non va bene” o stimolare il ragazzo stesso a trovarne.

Tecnica dei tre passi: se il ragazzo persevera nei comportamenti inadeguati sarà necessario intervenire con una diversa modalità (soprattutto in situazioni di conflitto):

1. espressione chiara di stima, comprensione, poca direzione, proposte costruttive

[es. Capisco che ti diverta ascoltare la radio (comprensione);

ma questo volume così alto disturba gli altri (poca direzione),

Potresti tenerla più bassa o andarla ad ascoltare altrove (proposte costruttive)]

2. espressione di comprensione, proibizione in forma impersonale, annuncio di conseguenze

[es.Non sei riuscito a tenere la radio a basso volume (comprensione), se continuerai dovrai spegnerla del tutto( annuncio di conseguenze)];

3. espressione di parole di comprensione, coerente realizzazione delle conseguenze

[es., Non sei riuscito a tenere la radio a basso volume (comprensione): adesso spegnila (realizzazione delle conseguenze)]

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