Coppia coniugale o coppia genitoriale? - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Fulvia Adragna in coppia, Genitori, Prevenzione

Coppia coniugale o coppia genitoriale?

Sempre più spesso capita che arrivino alla consultazione clinica genitori che fanno fatica a ricavare degli spazi per sé e per la coppia, raccontano di essere travolti da una vita frenetica, di dovere lottare quotidianamente per conciliare gli impegni familiari, la cura della prole, della casa, il lavoro e poi gli imprevisti, le emergenze. Fino a sentirsi talvolta come due coinquilini che devono mandare avanti una piccola azienda… a conduzione familiare appunto!

Con la nascita di un figlio la coppia si “allarga” per fare posto al nuovo arrivato, bisogna riorganizzare tutta la propria vita, rinunciare a delle cose accogliendone altre.

Ma quando si diventa genitori e ancora di più quando si è genitori di un bambino “difficile”, come un figlio con diagnosi di ADHD (Deficit di Attenzione e Iperattività) o che presenta altre problematiche, si smette di essere una coppia coniugale?

Con un bambino che richiede un maggior numero di cure il tempo per i genitori si restringe ulteriormente, aumentano la stanchezza, la frustrazione e si può finire per permanere molto più a lungo nel ruolo di padre e di madre che in quello di membro di una coppia e più passano gli anni più ci si può abituare a questa situazione finendo per trascurare se stessi e il coniuge per il figlio.

Ma davvero questo sacrificio per la famiglia risulta utile? Alla lunga si rischia di sentirsi sempre più stanchi e distanti come coppia coniugale, magari rimanendo uniti come coppia genitoriale, eppure alla fine anche questo legame rischia di usurarsi perché c’è un’insoddisfazione di fondo, perché si sta tralasciando quello che ha unito la coppia all’inizio della sua storia.

Si è innanzitutto individui, poi membri di una coppia ed infine genitori, in ordine di tempo.

Come si può contrastare questo essere risucchiati dalla frenetica routine?

Sintetizzando posso suggerire una serie di azioni da fare:

  • garantirsi uno spazio individuale settimanale per svolgere un’attività che piace e rilassa come, ad esempio, andare in palestra o coltivare un hobby;
  • sforzarsi di ricavare almeno un giorno al mese per uscire come coppia con altri adulti senza figli;
  • cercare di parlare almeno una volta al giorno tra partner senza la presenza di nessun altro;
  • trascorrere una sera fuori come coppia quantomeno ogni due settimane;
  • cercare ogni dieci giorni un momento da trascorrere insieme prima di rientrare a casa;
  • lasciare la propria camera da letto come spazio privato della coppia.

Riscoprirsi innanzitutto come individui con esigenze e desideri è un buon preludio per ricordarsi di far parte di una coppia. Considerare come un dovere (come prendere una medicina nemmeno troppo amara) la possibilità di vivere un’occasione lontano dalla famiglia e solo della coppia può aiutare a diventare operativi nel creare questi spazi di cui alla fine beneficeranno l’individuo, la coppia e la famiglia.

scritto da dott.ssa Fulvia Adragna

 

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