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Posted by Simona Sebastiani in coppia, figli, Genitori, Infanzia, legale, Sebastiani, separazione

Come gestire la crisi familiare tra aspetti legali e psicologici

Crisi endofamiliare. Metodologia professionale e  sensibilità.

di Avv. Simona Sebastiani

Per poter seguire le vicende che vertono su situazioni familiari, più o meno patologiche, ma certamente in fase di fondamentali cambiamenti,  rotture e/o incrinazioni,  si  deve avere non solamente una particolare sensibilità ma anche e doverosamente  una ottima conoscenza delle leggi in materia così come una adeguata conoscenza delle dinamiche psicologiche in ambito endofamiliare.

Si deve sapere ascoltare con empatia, senza pregiudizi,  analizzando le vicende familiari con la massima professionalità,  senza alcuna proiezione del proprio personale vissuto. Tale disamina iniziale è fondamentale, poiché se vi è la possibilità, anche minima, per l’avvocato familiarista  di poter operare, anche affiancato da altre figure professionali  quali psicologi e psicoterapeuti, si  deve cercare di portare avanti una mediazione familiare. Lo scopo non sarà solo  quello di addivenire ad  una eventuale e sempre auspicata riconciliazione, ma  nella maggior parte dei casi,  è quello di  azzerare la conflittualità tra i coniugi e/o tra i conviventi al fine di eludere situazioni che possono rivelarsi, il più delle volte,  solo foriere di ulteriori sofferenze, soprattutto in presenza di figli. Quest’ultimi, soprattutto se minori, sono i soggetti passivi della situazione, ma quelli  sui quali,  il più delle volte ricade,  non sempre  involontariamente,    il “fardello” della crisi di coppia. La sinergia tra le predette figure professionali  consente di guidare in modo maggiormente adeguato l’assistito/a nella gestione dei propri legami familiari, ovviamente nell’alveo delle  possibilità contemplate dalle situazioni sottostanti e  dalle leggi vigenti, di far adeguatamente comprendere ai soggetti coinvolti   i reali significati e le implicazioni  delle scelte che si andranno a delineare  e, infine,  di supportare a trecentosessanta gradi  sia i soggetti adulti che i  minori coinvolti nella elaborazione e nel superamento del disagio.

Se l’eventuale  percorso di mediazione, per la peculiarità della situazione,  non risulta percorribile, allora bisogna spiegare  minuziosamente e senza tralasciare e/o dare per scontato nulla, quali siano i comportamenti da tenere, le regole da rispettare e le varie strade che potrebbero aprirsi ed essere percorse, con tutti i loro risvolti. Non si tratta di delineare solo le varie procedure che possono essere seguite, ma anche di informare concretamente le persone su cosa andranno ad  affrontare,  anche dal punto di vista emotivo e relazionale.

Bisogna sempre evitare di suggerire azioni e/o atteggiamenti finalizzati solamente a svilire e a danneggiare l’altro coniuge, perché bisogna sempre tenere chiaro in mente e ricordare al proprio assistito/a che le vittime dei  rancori, delle frustrazioni e financo dell’odio,  sono sempre le persone un tempo  care o anche a tutt’oggi care e  spesso i propri figli!

Non si può approcciare a nessun caso di separazione e/o divorzio come fossero tutti uguali, sarebbe un errore imperdonabile.

Ogni famiglia è un mondo a sé stante e deve essere trattata come unica dal professionista.  Devono essere valutate tutte le situazioni che ad essa fanno capo ed anche le specificità dei singoli soggetti che ne fanno parte e sui quali necessariamente ricadranno le scelte  e le valutazioni fatte in sede stragiudiziale e giudiziale.

Bisogna cercare di dare voce anche a coloro che non ce l’hanno: quindi i figli, soprattutto se  minori, che spesse volte vengono “dimenticati” o peggio “usati” come mezzi  di ricatto, per portare avanti le proprie esclusive vendette, per colmare i vuoti e dare sfogo ai rancori.

Bisogna assolutamente evitare azioni sconsiderate, superficiali e pretenziose, favorendo sempre, nei limiti determinati dal contesto di riferimento, il diritto dei figli ad una vera bigenitorialità, richiamando, ove la situazione lo richieda, anche il proprio assistito/a, se si frappone a tale fine!

Di contro, saranno utilizzati tutti i legittimi mezzi a disposizione, sia dal punto di vista legale che terapeudico,  per tutelare e salvaguardare coloro i quali vengano fatti oggetto di tali azioni e/o omissioni genitoriali gravi.

scritto da avv. Simona Sebastiani

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