Come affrontare un figlio adolescente - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia

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Posted by Patrizia Fiori in Adolescenza, Genitori

Come affrontare un figlio adolescente

L’adolescenza è un periodo di rapida crescita e di cambiamento, sia fisico che emotivo. Anche a livello cognitivo c’è una maturazione che porta gradualmente il ragazzo a una maggiore capacità di astrazione e a uno sviluppo nella capacità di giudicare e riflettere su ciò che gli sta attorno.  Questo processo di maturazione non è fluido e lineare, ma è spesso caratterizzato da ambivalenza, sfida, cambiamenti di umore. Qualche volta potresti addirittura sorprenderti a domandarti:  “dove è andato a finire il mio bambino dolce e affettuoso e chi è questo estraneo che ha preso il suo posto?

Ecco alcuni consigli per aiutarti ad affrontare tuo figlio adolescente:

 

1.  Accetta che il vostro rapporto sta cambiando

Dagli la privacy e lo spazio di cui ha bisogno. Chiude la porta della cameretta, non ti dice più tutto quello che succede a scuola, ha un diario segreto…sono tutti segni del suo bisogno di creare suo spazio personale e privato. Riconoscigli questo bisogno e dagli il “permesso” di avere un suo spazio privato!

2.  Sii l’adulto

Quando tuo figlio adolescente reagisce con rabbia e frustrazione, è importante che tu sappia mantenere la calma e che non ti faccia agganciare all’amo della sua provocazione. Una reazione emotiva non farà altro che aggiungere benzina al fuoco. Da un punto di vista evolutivo è normale che i ragazzi sfidino gli adulti e spingano sempre un po’ più in là i propri limiti.  In questi casi ciò che puoi fare è  riconoscere i sentimenti che si stanno agitando in lui, dando loro un nome, cercando, quindi un dialogo piuttosto che lo scontro. Ma, se tuo figlio si comporta in modo inaccettabile, facendo danno a sé o agli altri, allora, è importante che tu ti prenda cura di lui in modo fermo e deciso, dando un “contenimento” al suo comportamento. E’ un compito fondamentale per i genitori mostrare al proprio figlio  come gestire il conflitto, rimanendo calmi e dimostrando capacità di autocontrollo.

3.  Sii il genitore e  non  l’amico

Non confidarti con tuo figlio adolescente sulla tua vita personale. Se ti accorgi che lo stai facendo, ti devi chiedere se forse ci sono dei cambiamenti da apportare alla tua vita: forse non ci sono altre persone con cui ti confidi? ti stai isolando? ci sono aspetti da cambiare nella tua vita di coppia? Può quindi essere utile capire cosa sta accadendo e magari prendersi cura della propria vita personale, trovando degli spazi per incontrare degli amici. Un adolescente non ha bisogno di un genitore-amico, ma di di un genitore che si offra come guida, che sappia dare dei limiti, che sappia prendersi cura di lui.

4.  Scegli quale battaglia combattere

Non prendertela per tutto quello che fa tuo figlio. Scegli solo le cose che sono veramente importanti per te, e su cui hai una realistica possibilità di vedere un cambiamento. Forse non è possibile pretendere che tuo figlio mantenga  sempre in ordine la sua stanza, ma magari puoi insistere per fargli lavare le tazze sporche della colazione.

5.  Goditi la  compagnia di tuo figlio

Fai conversazione con tuo figlio mentre lo accompagni a scuola o in palestra, mentre vai a fare shopping con lui. Prova a fare delle attività insieme a lui che vi divertano, come andare in bicicletta o andare a vedere una partita insieme. Condividete degli hobby. Costruisci nella quotidianità un rapporto con tuo figlio basato sul rispetto e la fiducia reciproca. Ciò si rivelerà di fondamentale  importanza nei momenti di crisi in cui avrete particolare bisogno della sua fiducia.

6.  Parla con altri genitori

Condividi con gli altri ciò che stai vivendo, apriti ad altri genitori che stanno vivendo un momento simile o che lo hanno vissuto. Ciò ti aiuterà a ridimensionare alcune situazioni che ti sembrano terribili, a confrontare strategie, a trovare supporti e consigli e, in ultima analisi, a non sentirti solo in un momento che è di grande cambiamento anche per te.

7.  Cerca aiuto in caso di gravi conflitti

E’ importante che tu mantenga i canali di comunicazione sempre aperti, che non vengano bruciati i ponti di comunicazione con tuo figlio anche nei momenti più difficili. Nel caso di conflitti importanti o di difficoltà con tuo figlio che non riesci a gestire, cerca un aiuto professionale e fatti aiutare.

Se hai bisogno di supporto o consigli, contattaci.

Saremo  felici di parlare con te per vedere come possiamo aiutarti.

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riferimenti : http://www.ukparentcoaching.co.uk
  • Maria

    Buongiorno,
    ringrazio innanzitutto della vs. gentile risposta.
    Sono una madre single, il padre è poco presente, ho cresciuto praticamene mia figlia da sola da quando aveva 6 anni, ora ne ha circa 16 e nonostante sia stato entusiasmante, mi rendo anche conto della fatica. Purtroppo non sono una madre perfetta, il mio più grande difetto è quello di alterarmi facilmente, ma altrettanto facilmente mi passa ed è come se nulla fosse accaduto.
    Mia figlia è diversa, ha bisogno di più tempo per passarci sopra. Ultimamente ci sono state discussioni per la scuola, si è conclusa con un debito in matematica. A questa notizia che mi aspettavo, ho però reagito male, mi sono arrabbiata accusandola del fatto che avrebbe potuto impegnarsi di più, considerato anche il fatto che prendeva ripetizioni. Lei mi ha accusata di essere esagerata, i genitori dei suoi compagni sono più tolleranti, insomma rompono meno. Purtroppo temo che abbia ragione, forse dovrei essere meno severa, anche lei ha avuto momenti difficili, ma credo che la mia stanchezza e forse il mio egoismo alle volte prevalgano. Ho paura di rovinare tutto, con tanta fatica ho cercato di creare un clima di serenità, ora invece mi ritrovo con una figlia arrabbiata che molto spesso mi risponde male. Il più delle volte cerco di non raccogliere la provocazione, ma talvolta è difficile. Accetto vostri consigli anche eventualmente circa letture che mi possano aiutare. Grazie, cordiali saluti

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    • dott.ssa Patrizia Fiori

      Maria, credo che nel mestiere di genitore la fase in cui ci si trova a gestire un figlio adolescente sia la più dura in assoluto. I “risultati” non sono immediati, le gratificazioni sono più diluite nel tempo e sono invece tanti i momenti di scontro. La chiave per affrontare tutto questo sta proprio nel rendersi conto che anche gli scontri e i conflitti sono parte del gioco, anche le accuse di non essere una mamma tollerante come le altre è una delle sfide da superare. L’adolescente provoca, si ribella, cerca una libertà e la sua identità, ma vuole davanti a sé qualcuno che lo sappia contenere, qualcuno contro cui scontrarsi per mettere alla prova se stesso, la propria resistenza, la propria capacità di autodeterminarsi. È questo continuo movimento, questa continua contrapposizione con il mondo degli adulti che un po’ critica e un po’ imita affascinato, che gli consentirà di crescere.
      Ecco, Maria, questo per dirle che capisco quanto sia difficile, ma sicuramente, sta facendo un buon lavoro, perché si mette in discussione, perché ha voglia di capire, perché vuole approfondire. Ci sono molti testi che trattano del rapporto tra genitori e figli adolescenti. Se non lo ha letto le consiglio “I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips.

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      • Anna

        Salve,
        Sono una madre singol di un bimbo di 11 anni quasi , suo padre deceduto quando aveva 2 anni e mezzo. Fin ora non ho avuto problemi con lui, a scuola va molto bene e un ragazzo molto socievole, però anche abbastanza ansioso. Mi rendo conto che sono io a volte trasmetterla l’anzia. Mi spaventa tanto come sarà la sua adolescenza, che tattica e che metodo migliore adottare.

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  • tiziana

    Sono la mamma di una ragazzina di 12 anni. È sempre stata una bimba educata , rispettosa e brava a scuola. Frequenta la 2^ media , però i risultati scolastici non sono per me soddisfacenti. Studia il minimo indispensabile e sppena può passa le ore incollata al cellulare. Ho provato a darle una serie di regole , motivandole a cui deve attenersi. Le regole riguardano la gestione dei compiti e dello studio oppure la necessità di tener in ordine la cameretta oppure di portar l’apparecchio oppure la limitazione nell’uso del cellulare. Inizialmente mia figlia si è messa a piangere e poi semplicemente ha infranto le varie regole, prima fra tutte quella sull’uso del cellulare. Io mi rendo conto che non dovrei criticarla quando mi dice che ha preso 6 in una verifica o interrogazione, ma non riesco a sopportare che con le sue potenzialità abbia risultati appena sufficienti. L’ho anche aiutata a studiare xche mi sono accorta che era molto sbrigativa e non si impegnava a fondo leggeva con poca attenzione e ripeteva nozioni in modo scorretto ( capiva fischi x fiaschi). La ringrazio fin d’ora per i suoi consigli

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  • Anna

    Mi figlio ha 18 anni è sempre fuori di casa
    Viene a pranzo a cena e a dormire
    E spesso chiuso e scontroso
    Una settimana fa dopo una discussione tra me e suo padre in cui parlavo dj lui , e non credevo avesse sentito, è uscito dalla stanza si è vestito ed offeso è partito di casa
    Suo padre è andato a recuperarlo e siccome non voleva tornare a casa e c’è l sveva a morte con me lo ha portato dalla nonna
    Domani dovrebbe tornare non per sua volontà
    In questa settimana non mi ha mai chiamato
    Non credo gli interessi sapere se esisto ancora oppure no

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    • Patrizia Fiori

      Salve Anna,
      talvolta le incomprensioni tra genitori e figli possono essere veramente grandi, soprattutto con i figli adolescenti che riescono a manifestare sentimenti molto forti di ostilità. Ma, generalmente, i “ti odio”, le porte sbattute, sono solo delle provocazioni e sono parte di quel bisogno fondamentale di definirsi e di capire chi sono, attraverso la separazione, a volte anche brutale, dai genitori. Sicuramente a tuo figlio interessa (eccome!) sapere che tu esisti e vuole mettere alla prova quanto veramente tu sia interessata alla sua di esistenza. Non ha tollerato che si parlasse di lui a sua insaputa. Sarà importante parlare “con lui”, invece che “di lui” e, soprattutto, bisognerà trovare il tempo giusto per ascoltarlo.

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  • Betty

    Salve sono una mamma di due figli 16 e 15 anni ho problemi con mio figlio maschio di 15 anni mi risponde male mi dice tanto bugie non studia fa cose di nascosto l’ho visto fumare ..non so piu come comportarmi ho bisogno di sapere dove sto abagliando cosa devo fare ..se c’è qualche centro dove posso portarlo ad aiutarlo grazie mille

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  • monica marchioni

    Buongiorno
    sono mamma di un adolescente di 15 anni. Da due anni ormai mi sembra un’altra persona, abbiamo sempre avuto rapporto speciale lui era un bambino dolcissimo e con me senza morbosita’ aveva comunque un atteggiamento affettuoso quasi di protezione ed io con lui pur non essendo amica ma mamma, si confidava addirittura con me di cose anche un po’ imbarazzanti per lui era normale. Non abbiamo mai avuto problemi con il padre dal quale sono separata da sempre, c’e stato scontro solo purtroppo due anni fa e per quei due anni non abbiamo avuto contatti, ma ora e’ tutto ripristinato e siamo tornati ad essere sereni mentre nostro figlio ormai sembra mostrificato, cambiamento drastico ha provato canne sigarette e’ stato bocciato l’anno scorso ma non ha mai amato andare a scuola per di piu’ quessta poca voglia la sta aumentando. Pensa a pc, amici e play station. Noi gli siamo sempre vicini e attenti il piu’ possibile ma lui sembra che ci snobbi, soprattutto con me e’ ancora piu’ accanito con atteggiamenti arroganti o sfotto’, sembra un carnefice con la vittima…aiuto! A volte penso di ricorrere al collegio lo ammetto per non averlo piu’ intorno e non dover soffrire, arrabbiarmi e piangere continuamente con l’esito della sconfitta totale e la sensazione di impotenza: cosa ho fatto di male per vederlo cambiare cosi dove abbiamo sbagliato.

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    • Patrizia Fiori

      Buongiorno Monica,
      rapportarsi con un figlio adolescente è una sfida difficile ma non impossibile. I figli cambiano e fanno mettere in discussione i genitori che possono sentirsi sbagliati, proprio come capita a lei. Ma è naturale, anche se doloroso, passare per periodi di silenzio e scontro, soprattutto quando ci sono situazioni speciali da gestire, come la separazione tra i genitori. Ovviamente è anche importante poter distinguere ciò che appartiene ad una normale ribellione evolutiva da ciò che invece può essere espressione di un disagio. Credo che i genitori possano essere aiutati a fare questa discriminazione se hanno dei dubbi, o possano essere aiutati a trovare strade di comunicazione alternativa quando i silenzi diventano troppo pesanti . Per questo la invito a valutare di rivolgersi a un consulente nella sua città che possa aiutarla a fare chiarezza sul suo caso personale.

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