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Posted by Emanuela Caselli in ADHD, Caselli, Disturbi dell'età evolutiva, Educazione, figli, Genitori, Infanzia, Insegnanti, Scuola

“Basta capricci! Come dobbiamo fare?”

Una riflessione sui modi più comuni di reagire quando non ne possiamo più

Quante volte ci è capitato di pensare o anche di dire, protestando: “Non ne posso più dei tuoi capricci!” e di sentirci contemporaneamente stanchi e impotenti di fronte ad un figlio che, invece, l’ha vinta su un mucchio di cose e che appare ai nostri occhi totalmente ingestibile?
Ci saremo anche interrogati sulle più comuni caratteristiche di un bambino: la vitalità, l’energia, la tenacia…e forse siamo andati oltre pensando di avere un figlio irrequieto, testardo, oppositivo…iperattivo?!?
Senza addentrarci qui in dettagli teorici e distinzioni tecniche tra la cosiddetta normalità e un possibile disturbo, quello che in ogni caso possiamo affermare con certezza è che il bambino è il cucciolo dell’animale umano e che, come tutti i cuccioli, fin dalla nascita, lotta per la sopravvivenza e per affermare il proprio predominio sugli altri. Il “territorio”e i “contesti” in cui ciò avviene non possono non essere i genitori e le sue relazioni più importanti. Il piccolo dell’uomo ha bisogno, per vivere, di vincere le sue lotte per la sopravvivenza, di nutrirsi non solo di latte e di pappe ma, in misura pari, se non ancora maggiore, di relazioni con le persone per lui più importanti, in particolar modo la madre. Il bambino richiede per le sue necessità che gli si dedichi un’attenzione unica ed esclusiva, come se dicesse: “Qui ci sono io e devi occuparti solo di me adesso!” E chi può dargli torto? Se dipende da noi…! Ecco che quindi il bambino dalle guance tenere e dalla pelle rosea è anche un perfetto tiranno, fisiologicamente lo è… lo deve essere perché deve garantirsi la sopravvivenza!
Per sostenere un figlio nelle sue lotte per la sopravvivenza e per crescere contemporaneamente un individuo umano, è fondamentale che i genitori garantiscano l’attenzione unica ed esclusiva e che al tempo stesso siano per lui la guida di cui il bambino ha bisogno per contrastare man mano la sua tirannia. E’ molto importante dire che “attenzione unica ed esclusiva” non vuol significa: “Tu parla che io ti ascolto mentre… sento anche il tg….lavo i piatti…mando una mail….”I genitori di oggi purtroppo hanno poca disponibilità, non dedicano sufficiente spazio all’ascolto e rischiano di essere mentalmente assenti. Quando incontriamo un bambino depresso o ipereccitato, tirannico o violento, dobbiamo pensare che forse nel profondo della sua anima sta ancora cercando un’attenzione unica ed esclusiva come un innamorato che va dalla sua amata pieno di sentimenti e di speranze e trova sistematicamente la porta chiusa….ad un certo punto vorrà sfondarla! Ecco, spesso, anche il bambino “capriccioso” sta tentando di sfondare una porta chiusa.
Di fronte ad un “capriccio” le reazioni più comuni sono:
1.cedere al capriccio
2. ignorare (per non dargliela vinta!)
3. usare la violenza per porre fine alla discussione
Nel primo caso spesso è la stanchezza che ci porta a desistere: desideriamo che il bambino smetta e quindi, pur di mettere fine ad una situazione faticosa da gestire, lasciamo correre, ad esempio concedendo le patatine fitte prima di cena, lasciando accesa la tv a oltranza…in questo modo però il genitore subisce e autorizza un comportamento tirannico.
Anche la seconda reazione non porta a nulla di positivo perché non coglie il bisogno che sta dietro il comportamento. E il bisogno non soddisfatto porterà con molta probabilità ad un successivo capriccio.
L’ultima strategia risulta inadeguata perché trasmette il messaggio che vige la legge del più forte per cui il genitore, esercitando un potere più grande, mette a tacere il figlio. In questo modo può suscitare però anche delle paure e incoraggiare modelli di comportamento violenti.
Ogni risposta efficace si basa invece su altri presupposti che sono l’ascolto, la comprensione, il mettersi in sintonia con le emozioni del bambino, dargli modo di arginare la sua angoscia fornendogli guida e contenimento.
Per saperne di più, e per apprendere anche delle utili strategie comportamentali, proponiamo un percorso di gruppo per genitori che si trovano alle prese con iperattività, impulsività, oppositività.

scritto da dott.ssa Emanuela Caselli

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